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FALLING SSPX (EC 328)

Un
lettore attribuisce la caduta della FSSPX ad un sogno irrealistico. Un
altro lettore pensa che il problema sia stato la sottovalutazione dei
laici.

Caduta della FSSPX
Per la gloria di Dio e per la
salvezza delle anime, è essenziale considerare perché
nelle odierne circostanze, i gloriosi 40 anni di difesa della fede da
parte della Fraternità San Pio X, minacciano ora di finire. Un
articolo ed una lettera scritte recentemente possono aiutare in questo
senso: l’articolo analizza la caduta della Fraternità e la
lettera offre una nota di speranza per come essa possa risorgere.
L’articolo è apparso in francese su Internet (vedi “Un Évêque
se lève”). Dopo aver letto un libro sull’utopismo
nella moderna educazione, dov’esso è paragonato con lo stesso
sogno irrealistico nella moderna politica, l’autore dell’articolo
ritiene che lo stesso modello in sei tappe possa essere applicato alla
FSSPX. Per prima cosa, il modello: 1 Un rifiuto della natura umana come
dato con cui e non contro cui lavorare. 2 Un sogno per la fabbricazione
ex novo del bambino/uomo. 3 L’esclusione delle strutture naturali della
famiglia/società. 4 Il totale ri-modellamento del bambino per
generare una nuova società perfetta. 5 I disastrosi risultati a
dispetto di ogni iniziale buona intenzione. 6 Bambini ignoranti e
perversi, una società che apostata e fa la guerra a Dio.
Seconda cosa, l’applicazione alla FSSPX: 1 Rifiuto della realtà
della crisi senza precedenti nella Chiesa. 2 Il sogno di fabbricare una
riconciliazione tra la Chiesa conciliare e la Tradizione. 3 Esclusione
della naturale interazione tra chi conduce e chi è condotto. 4
Totale ri-modellamento dell’autorità cattolica con l’imposizione
del sogno. (In campo educativo, in politica o nella FSSPX, quando il
sognatore affronta l’inflessibile realtà, è tenuto ad
usare tutta la forza che ha a disposizione per schiacciare la
realtà – il suo sogno è tanto più piacevole.) 5
Disastrosa conseguente stalinizzazione della FSSPX, a dispetto di ogni
pia intenzione. 6 Perdita dello spirito combattivo che può
portare gradualmente all’intera perdita della Fede.
La lettera, che mi è giunta via e-mail, segue la stessa linea di
analisi generale, ma aggiunge una nota di speranza. Papa Francesco e
Mons. Fellay, essendo quello che sono (entrambi utopisti, si potrebbe
aggiungere), un accordo Roma-FSSPX è destinato ad arrivare,
secondo lo scrittore, e la resistenza contro di esso verrà
schiacciata. Se la FSSPX cade, sarà perché essa ha
sottovalutato i laici e sotto-impiegato coloro che potevano aiutarla a
stabilire il Regno Sociale di Cristo Re nella società. La FSSPX
deve solo riprendere a lavorare con i laici per questo Regno e
così – questa è la nota di speranza – radunerà e
rafforzerà tutti i tipi di cattolici che hanno conservato la
Fede nonostante nella neo-Chiesa abbiano sofferto; siano essi
provenienti dal Novus Ordo, dall’Ecclesia Dei, dai Francescani
dell’Immacolata o da qualunque altra parte. In tal modo, conclude
l’autore dell a lettera, “la FSSPX, con l’attività di quelli che
le rimangono fedeli, non piomberà nel caos, al contrario”.
Per quanto mi riguarda, mentre concordo che il clericalismo
(sottovalutando i laici) è stato un aspetto del problema della
FSSPX, non penso che ne sia stato la radice. Penso che la radice stia
piuttosto nel fatto di essersi rivolti all’uomo invece che a Dio (cfr. Ger. XVII, 5,7), con la conseguente
perdita delle oggettive verità e falsità e degli
oggettivi bene e male. Tuttavia, sono d’accordo con la visione
dell’autore della lettera, circa una nuova alleanza costituita in un
certo momento nel futuro, dai veri cattolici provenienti da ogni parte
della Chiesa come della neo-Chiesa, affinché si porti avanti la
Fede cattolica (cfr. Mt. XIX,
30). Possa la FSSPX scrollarsi di dosso i suoi problemi attuali, per
svolgere una parte primaria, o meglio, un’umile parte, in questa
alleanza.
Kyrie eleison.