Uno
sguardo più accurato alla Dichiarazione dei tre vescovi della
FSSPX, del 27 giugno, mostra che non è così decisa come
potrebbe in un primo momento sembrare.
Spedita conciliarizzazione
Un buon articolo che sostiene
che la Dichiarazione di tre vescovi della Fraternità San Pio X,
del 27 giugno, non è così fedele alla Tradizione come
sembra, è apparso nel numero di agosto del nuovo mensile
cattolico inglese, The
Recusant, che si definisce “Un bollettino non ufficiale della FSSPX
che combatte una guerriglia per l’anima della Tradizione”. Una breve
segnalazione difficilmente può rendere giustizia delle fitte
sette pagine dell’articolo, ma la linea principale del pensiero
espresso merita di essere conosciuta. Eccola:-
A prima vista la Dichiarazione del 27 giugno sembra essere
tradizionale, ma, come nei documenti del Vaticano II , vi
è regolarmente una lacuna, un difetto fatale, che finisce col
minare il resto del documento. Diamo uno sguardo più attento,
paragrafo per paragrafo:-
§ 1 Si esprime
“filiale riconoscenza” nei confronti di Mons. Lefebvre, ma nella
Dichiarazione vi sono di lui solo innocue e morbide citazioni, nessuna
ripresa dal sermone delle Consacrazioni del 1988 e niente delle sue
incisive ragioni per la consacrazione di vescovi che resistessero agli
“anticristi” di Roma.
§ 3 Si ammette che
la “causa” degli
errori che devastano la Chiesa cattolica, sta nei documenti conciliari,
ma non si ammette che lì ci sono errori, in quanto causa ed
effetto non possono essere identici. Ed errori dei più gravi sono negli stessi testi del
Concilio, p. e. la libertà religiosa.
§ 4 Si riconosce che
il Vaticano II ha cambiato e viziato il modo di insegnare della Chiesa,
o il magistero, ma il problema principale non è
l’autorità, ma la dottrina – vedi il § 8.
§ 5 Si usa un
linguaggio solo relativamente morbido per evocare la “mancata preoccupazione”
della Chiesa conciliare per il “regno di Cristo”. In realtà, la
Chiesa conciliare nega e
contraddice la vera dottrina intera del Regno Sociale di Cristo
Re, vessillo di battaglia di Monsignore e oggi dei veri cattolici
antiliberali.
§ 6 Come al §
3, si ammette che l’insegnamento dei testi del Concilio sulla
libertà religiosa porta
a dissolvere Cristo, ma è
il testo stesso che dissolve, mettendo l’uomo al posto di Dio. Il
Vaticano II non è il frutto della debolezza o della distrazione
umane, ma di una diabolica cospirazione.
§ 7 Allo stesso
modo, l’ecumenismo e il dialogo interreligioso non sono solo il silenzio sulla
“verità sull’unica Chiesa”, ma essi negano e contraddicono
questa veritá. Né si limitano ad uccidere “lo spirito
missionario”, ma uccidono le missioni, e con questo, milioni di anime
nel mondo intero.
§ 8 Per altro verso,
la rovina delle istituzioni della Chiesa viene imputata alla
distruzione dell’autorità nella Chiesa, tramite la
collegialità e lo spirito democratico del Concilio. Ma il
problema essenziale (come si dice debolmente all’inizio del paragrafo)
è la perdita della fede. L’autorità è secondaria.
§ 9 Mentre si
indicano colpe reali e gravi omissioni nel Novus Ordo della Messa, non
si fa menzione della carneficina mondiale di anime realizzata dalla sua
falsificazione del loro culto per Dio. Il Novus Ordo Missae è
stato il motore principale della distruzione della Chiesa dal 1969 ad
oggi.
§ 10 In conclusione,
viene utilizzato un linguaggio timido e deferente per “chiedere con
insistenza” che Roma ritorni alla Tradizione. Ma naturalmente, in
coerenza con il “re-branding” della FSSPX, la neo-Fraternità non
vuole più combattenti, né parlare di combattimento.
§ 11 I tre vescovi
“intendono… seguire la Provvidenza”, che Roma ritorni o no alla
Tradizione. Cosa può significare questo, se non l’eventuale
accettazione di un accordo che aggiri la dottrina?
§ 12 La
Dichiarazione si conclude piamente, con un’altra mite citazione di
Monsignore.
E The Recusant giunge alla
triste, ma del tutto probabile conclusione, che la Dichiarazione sia
solo un apparente passo indietro rispetto alle Dichiarazioni del 15
aprile e del 14 luglio dell’anno scorso, che furono due chiari passi
avanti verso la conciliarizzazione della FSSPX. Che il Cielo l’aiuti!
Kyrie eleison.