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MILAN EDICT (EC 320)

L’Editto
di Milano del 313 d. C. fu decisivo per la nascita dell’Impero Romano
Cristiano. Lo  Stato e la Chiesa cattolica hanno bisogno di stare
uniti.

Editto di Milano
Ai giorni nostri, con il
liberalismo che invade la Fraternità San Pio X, invasione che
sembra essere semplicemente l’ultima di una lunga serie di sconfitte
della Chiesa cattolica, è difficile immaginare che ci sia stato
un tempo in cui la Chiesa ha segnato una vittoria dopo l’altra.
Ciò nonostante, quest’anno celebriamo il 1700° anniversario
di una di queste vittorie, l’Editto di Milano, del 313 D. C.
L’Imperatore Romano Costantino, noto come “Costantino il Grande”,
nacque nel 272 e fu battezzato cristiano solo poco prima della sua
morte, nel 337, ma era stato seriamente simpatizzante del Cristianesimo
per molti degli anni precedenti. Quando nel 312 marciò su Roma
per combattere il suo rivale, l’Imperatore Massenzio, Nostro Signore
gli promise la vittoria se avesse posto sui suoi vessilli da battaglia,
i “labari”, la X con sovrapposta la P, le prime due lettere greche del
nome Cristo. Costantino fece ciò che il Signore aveva detto e
sconfisse Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio. Preso il fermo
controllo di Roma, l’anno seguente Costantino emanò l’Editto di
Milano.
Nel corso dei precedenti 250 anni, gli adoratori di Cristo avevano
sofferto dieci sanguinose persecuzioni sotto gli Imperatori Romani, da
Nerone (37-68) a Diocleziano (243-316). I Cristiani rifiutavano la
religione pagana di Stato, così lo Stato vietò il
Cristianesimo. Con l’editto di Milano, per la prima volta il
Cristianesimo divenne legale al pari delle religioni ammesse
nell’Impero: fu il passo decisivo verso la conversione di Roma al
Cristianesimo. Nel 325, Costantino avallò l’ortodossia del
Concilio dogmatico di Nicea. Nel 380, l’Imperatore Teodosio fece del
Cristianesimo la religione ufficiale di Roma, e nel 392 Teodosio
proibì il culto pagano.
In tal modo, Costantino diede inizio a quell’unione fra la Chiesa
(cattolica) e lo Stato che fu il fondamento della Cristianità,
oggi meglio conosciuta come “civiltà occidentale”. Quale che sia
stato nei secoli l’abuso pratico di tale unione, essa, in linea di
principio, fu immensamente feconda per la salvezza delle anime. Basti
solo pensare a come ancora oggi ogni borgata benefici di un prete e di
un poliziotto che siano sensati e complementari. Per 1600 anni, la
Chiesa cattolica ha tenuto a tale principio dell’unione fra la Chiesa e
lo Stato, mentre negli ultimi 200 anni il liberalismo rivoluzionario ha
costantemente cercato di minarlo. Solo col Vaticano II, la Chiesa ha
infine ceduto ed ha ripudiato la dottrina dello Stato cattolico, con
l’insegnamento della libertà religiosa della Dignitatis Humanae. Uno dei
caporioni dei neo-modernisti al Concilio, P. Yves Congar, si
rallegrò perché il Concilio aveva messo fine alla “Chiesa
costantiniana”.
Ora, vero è che gli uomini di Chiesa legati alle autorità
mondane saranno spinti con questo alle tentazioni della
mondanità, ma ogni Stato è tenuto a far rispettare le
leggi, che per forza corrispondono ad una qualche visione religiosa o
anti-religiosa di Dio e dell’uomo. Per rendersi conto di come sia
difficile condurre una vita cattolica in uno Stato la cui visione
concordi con l’antireligione dell’umanesimo secolare, basti guardarsi
intorno. Fu la pressione circostante dei moderni Stati irreligiosi sui
vescovi del Vaticano II che indusse questi a voler cambiare la Chiesa
cattolica per adattarla al mondo moderno. La stessa pressione oggi
induce la dirigenza della Fraternità San Pio X a seguire la via
della Rivoluzione.
Invece Costantino avrà contribuito nei secoli alla salvezza di
milioni di anime, un’impresa per la quale è sicuramente in
Paradiso.
Imperatore Costantino, prega per noi.
Kyrie eleison.