Italiano

RESISTANCE VISION (EC 319)

Un domenicano francese morto nel 1975 aveva
previsto che la crisi della Chiesa necessitava di una rete a maglie
larghe di sacche di cattolici resistenti.

Visione della Resistenza
Un certo numero di anime
cattoliche, che oggi mantengono la fede cattolica, sono spaventate
dalla direzione ancora oggi mantenuta dalla dirigenza della
Fraternità San Pio X, e dal momento che apprezzano il tanto che
hanno ricevuto dalla Fraternità negli ultimi decenni, desiderano
disperatamente che un’altra Fraternità la rimpiazzi. Esse sono
spaventate dalla diversa visione di una rete di sacche indipendenti di
resistenza che sarebbero il loro futuro. Possono essere rassicurate dal
sapere che si tratta della stessa visione di un eccezionale profeta e
pioniere del movimento tradizionale: il sacerdote francese domenicano
P. Roger-Thomas Calmel (1914-1975). Ecco alcune pagine, liberamente
tradotte e adattate dal francese, della sua Breve Apologia della Chiesa di sempre
(pp. 48-51, 58): –
“Per quanto pazzamente possa comportarsi la gerarchia cattolica, i
sacerdoti non possono prendere il posto dei vescovi, né i laici
il posto dei sacerdoti. Si può quindi pensare di creare una
grossa lega o associazione mondiale di sacerdoti e di laici cristiani,
che instauri un dialogo con la gerarchia e la forzi a ripristinare
l’ordine cattolico? È un’idea grandiosa e commovente, ma
irreale. Questo perché un tale gruppo, volendo essere un gruppo
di Chiesa, ma non essendo né una diocesi, né
un’arcidiocesi, né una parrocchia, né un ordine
religioso, non rientrerà in alcuna delle categorie sulle quali e
per le quali si esercita l’autorità nella Chiesa. Esso
sarà un raggruppamento artificiale, un artificio sconosciuto a
tutti i gruppi reali della Chiesa, stabiliti e riconosciuti come tali.
“A quel punto, come per ogni raggruppamento umano, sorgerà il
problema della direzione e dell’autorità, e più grande
è il gruppo, più acuto sarà il problema.
Immancabilmente si arriverà a questo: essendo un’associazione,
il gruppo deve
risolvere il problema dell’autorità; essendo artificiale (un
gruppo né naturale, né soprannaturale), esso non può risolvere il
problema dell’autorità. Ben presto sorgeranno sottogruppi
rivali, la guerra diverrà inevitabile, e non ci sarà
alcun mezzo canonico per porre fine o per gestire una simile guerra.
“Siamo quindi condannati a non essere in grado di fare alcunché
in mezzo al caos, spesso un caos sacrilego? Io non lo penso. Per prima
cosa, l’indefettibilità della Chiesa garantisce che fino alla
fine del mondo ci sarà un’autentica gerarchia personale
sufficiente a mantenere i sacramenti, specialmente l’Eucarestia e gli
Ordini Sacri, e a predicare la sola, unica e immutabile dottrina di
Salvezza. Secondo poi, quali che siano le manchevolezze della gerarchia
reale, tutti noi, sacerdoti e laici, abbiamo la nostra piccola parte di
autorità.
“Perciò, il sacerdote in grado di predicare, vada ai limiti del
suo potere per predicare, assolvere i peccati e celebrare la vera
Messa. La suora insegnante vada ai limiti della sua grazia e del suo
potere per formare le giovani nella fede, nei buoni costumi, nella
purezza e nella letteratura. Ogni sacerdote e laico, ogni piccolo
gruppo di laici e sacerdoti che hanno autorità e potere in un
piccolo fortino della Chiesa e della cristianità, vada ai limiti
delle sue possibilità e dei suoi poteri. Capi e componenti di
tali piccoli fortini si conoscano e siano in contatto gli uni con gli
altri. Ognuno di questi fortini, protetto, difeso, orientato e diretto
nella preghiera e nel canto da una reale autorità, diventi il
più possibile una fortezza di santità. Questo è
quello che garantirà la continuazione della vera Chiesa e
preparerà efficacemente il suo rinnovamento nel buon tempo di
Dio.
“Quindi, non dobbiamo avere timore, ma pregare in tutta fiducia ed
agire senza paura, secondo la Tradizione e nei limiti della nostra
competenza e del potere che abbiamo, preparandoci così per il
tempo felice in cui Roma tornerà ad essere Roma e i vescovi ad
essere vescovi.”
Kyrie eleison.