Dal
momento che la dirigenza della FSSPX sembra intenzionata a svendere la
FSSPX, c’è tanto di quel lavoro da mantenere impegnato un
vescovo in tutto il mondo.
Viaggio in Asia
Un certo numero di lettori si
è lamentato per il “Commento Eleison” di due settimane fa sull’Autorità
disabilitata.
Dall’argomentazione che “prima del Castigo” non potrà più
essere fondata su basi normali alcun’altra Congregazione Cattolica,
essi hanno dedotto che io crederei che per un vescovo cattolico non ci
sarebbe più altro da fare che attendere l’intervento di Dio. Ma,
se così fosse, perché avrei appena trascorso due
settimane in Asia, e perché adesso mi troverei in Irlanda?
Del pari, essi hanno dedotto che non consacrerei più un altro
vescovo. Io dico che – a Dio piacendo – basta aspettare.
In realtà, per un vescovo vi è un gran da fare col
visitare e incoraggiare le anime che si sforzano di mantenere la Fede,
allorché la direzione della Fraternità San Pio X è
ancora chiaramente intenta a consegnarla nelle braccia della Roma
conciliare.
Il 17 giugno, Mons. Fellay scrisse a Benedetto XVI: “Ho intenzione di continuare ad attuare
tutti i miei sforzi per proseguire su questa strada [di riconciliazione
con Roma], al fine di arrivare ai chiarimenti necessari.” E
nella stessa logica: “Sfortunatamente,
nel contesto attuale della Fraternità” la contro-proposta
di Roma del 13 giugno in risposta alla sua dichiarazione dottrinale di
metà aprile “non
passerà.”
Quindi sarebbe stata una fortuna
se la Fraternità avesse accettato le condizioni di Roma?
Contro questa testimonianza scritta (resa pubblica dalla stessa
direzione) della persistente determinazione di Mons. Fellay di svendere
la Fraternità di Mons. Lefebvre, abbiamo le sue stesse parole
rivolte al suo Superiore del Distretto francese, dove “sfortunatamente” significherebbe “nel nome del Papa”; e alla Madre
Superiora delle Carmelitane del Belgio, che “non ho mai avuto intenzione di perseguire
un accordo pratico con Roma”.
Ahimè, Mons. Fellay ha una tale gran dimestichezza nell’adattare
le sue parole al suo uditorio, che citazioni come queste non
smentiscono affatto la sua intenzione di svendere la Fraternità
di Mons. Lefebvre. La sua sorprendente capacità di giostrare con
i frutti della sua mente, merita un “Commento Eleison” tutto suo, ma
nel frattempo, c’è da meravigliarsi se quella che viene detta
“Resistenza” sia in aumento nel mondo intero, indipendentemente da
tutto?
Tra il 24 maggio e il 6 giugno ho visitato, insieme a Don Chazal, buona
parte del suo gregge di circa 400 anime, e ho amministrato più
di 50 Cresime nella Corea del Sud, nelle Filippine e a Singapore. Don
Chazal è un personaggio, ha delle brillanti intuizioni e per
giunta è molto divertente. Se mai lo incontrerete, chiedetegli
di fare l’imitazione di un politico indiano (dice che gli Indiani sono
coriacei e sanno accettarla).
Nella Corea del Sud, il cambiamento di direzione della
Fraternità ha causato un’aspra spaccatura, col risultato che la
donatrice della cappella originaria ne ha semplicemente sistemata
un’altra. Ho avuto il piacere di celebrare il matrimonio di sua figlia.
Nelle Filippine, non appena sono arrivato, un sacerdote anziano,
fuggito anni fa dalla neo-Chiesa per lavorare con la Fraternità,
ha lasciato la neo-Fraternità per lavorare con la Resistenza.
Sembra che gli sia stato affidato l’esordio di un seminario che Don
Chazal vorrebbe istituire, e in più avrà il suo bel da
fare nei centri delle Filippine centrali.
A Singapore, una vetrina in Oriente del materialismo di stile
occidentale, una buona famiglia cinese con i suoi amici mantiene ancora
una buona tenuta riguardo al cambiamento della Fraternità in
neo-Fraternità.
La verità minerà questa neo-Fraternità, proprio
come sta minando la neo-Chiesa del Novus
Ordo.
Qui ci sono molte anime da sostenere nel loro cammino verso il Cielo.
Ci sono dei candidati che si offrono per la consacrazione a vescovo?
Kyrie eleison.