che sembrano ribelli divisivi non sempre sono dei ribelli reali. Il
capitolo VII di Giovanni mostra la folla divisa per l’insegnamento di
Nostro Signore.
“Ribelle, Divisivo”
Il settimo capitolo del Vangelo di San Giovanni
contiene una particolare lezione per oggi: chi sono i veri ribelli contro
l’autorità e chi sono i ribelli semplicemente apparenti ? Chi sembra dividere il popolo
di Dio e chi lo sta realmente
dividendo? Le cose non sono sempre come appaiono. È sempre
necessario “non giudicare secondo le apparenze, ma giudicare con giusto
giudizio” ( Gv . VII, 24).
Giovanni VII è a ridosso della fine della vita di Nostro Signore
sulla terra. Gli Ebrei cercano di uccidere Gesù (versetto 1), ma
Nostro Signore va comunque a Gerusalemme e insegna nel Tempio (14). La
folla è già divisa (12) e così l’effetto del suo
insegnamento è che alcuni (40) riconoscono in Lui il profeta
(Cfr. Dt . XVIII, 15-19),
mentre altri (41, 42) rifiutano di riconoscerlo perché è
un Galileo. Quindi vi sono divisione e discordia. Ora, la divisione
come tale è biasimevole, ma chi è da biasimare? Certo,
non Nostro Signore, che predica semplicemente la dottrina del Padre Suo
nei Cieli. (16-17). Né può essere biasimata quella parte
della folla che accetta il divino insegnamento. Chiaramente, il biasimo
per la discordia spetta alle autorità del Tempio e a quella
parte della folla che rifiuta la Verità.
Parimenti, negli anni ’70 e ’80 Mons. Lefebvre divise i cattolici
insegnando e praticando la verità della Tradizione cattolica, ma
quale cattolico che oggi si vanta di essere tradizionale lo biasima per
quella divisione? Chiaramente, il biasimo per la divisione della Chiesa
non ricade né su Monsignore né su coloro che lo
seguirono, ma principalmente su quelle autorità della Chiesa che
distorsero la vera religione, come le autorità del Tempio al
tempo di Nostro Signore. Ripetute volte, Monsignore supplicò
costoro di “giudicare con giusto giudizio” affrontando il problema
centrale generato dal loro adulterio conciliare col mondo moderno. Cosa
che si rifiutano di fare ancora oggi. E ripetute volte la loro unica
risposta fu “Obbedienza!”, “Unità!”. La loro mancanza di
argomenti sulle questioni della verità, non suggerisce
già che sono loro
i veri ribelli e divisori della Chiesa?
Nonostante la discordia come tale non sia cosa buona, sia Nostro
Signore, sia Mons. Lefebvre sapevano a priori che al loro insegnamento
sarebbe seguita la discordia. Perché allora hanno continuato ad
andare
avanti? Perché le
anime possono salvarsi nonostante la discordia (Cfr. Lc . XII, 51-53), ma non possono salvarsi senza la
verità . Se le autorità religiose sviano gli uomini
– e il Diavolo lavora particolarmente su di esse perché con il
loro potere possono condurre fuori strada molte altre anime – allora
dev’essere proclamata la Verità per ricondurre gli uomini sulla
via del Cielo, anche se per effetto si avrà la discordia. In
questo senso la Verità è al di sopra dell’autorità
e dell’unità.
E dove sta la verità nel 2012? Il Vaticano II è stato un
disastro per la Chiesa – è vero o falso? Le autorità
della Chiesa che hanno prodotto Assisi III e la “beatificazione” di
Giovanni Paolo II, si aggrappano al Vaticano II – è vero o
falso? E quindi se la Fraternità San Pio X si sottomettesse a
tali autorità, queste, usando tutto il loro prestigio e il
potere sulla FSSPX, che essa stessa avesse riconosciuto loro,
farebbero di tutto per dissolvere la sua resistenza contro il Vaticano
II – è vero
o falso? Quindi la FSSPX correrebbe il grave rischio di perdere
definitivamente tutto quello che gli permette ancora di resistere a
tale
prestigio e a tale potere – è vero o falso? Come dicono i
Romani: “Roma può aspettare”!
E allora, oggi, nella FSSPX se uno “giudica non secondo le apparenze,
ma con giusto giudizio”, chi è che realmente è
“divisivo”? Chi sono in realtà i “ribelli contro
l’autorità”? Coloro che criticano il rischio di una tale
confusione fra la
Verità cattolica e l’errore conciliare o coloro che la
promuovono?
Kyrie eleison.