attualmente la FSSPX rischia di compromettersi col Vaticano II,
tocca a ciascuno di noi mettere ordine nella propria casa.
Infezione? –
Chi?
Uno dei miei proverbi preferiti viene dalla Cina: “Il saggio biasima se
stesso, lo stolto biasima gli altri”. Non perché gli altri non
siano mai da biasimare, ovviamente, ma perché in genere io posso
fare poco o niente perché cambi il loro comportamento, mentre
invece sono padrone del mio, almeno in teoria. Com’è detto
nell’Imitazione di Cristo: raramente traiamo profitto pensando ai
peccati degli altri, sempre pensando ai nostri stessi peccati.
Questa antica saggezza ci è tornata in mente per una lettera di
una lettrice di “Commenti Eleison” ( n.
263 ), dove lei lamenta l’“infezione conciliare” che ha notato nel
modo in cui, negli USA, le Messe Tridentine vengono celebrate dai
sacerdoti e seguite dai laici. Se riassumiamo di seguito le sue tristi
osservazioni, non è per gettare ombra sui sacerdoti o sui laici,
ma per suggerire come ognuno di noi debba esaminare il proprio
comportamento.
In generale, lei dice che l’“infezione conciliare” si è
insinuata da tempo nelle cappelle della FSSPX. E arriva a dire che la
situazione è già deteriorata ed è disperata: ormai
il danno è fatto. È come se il latino avesse prevalso
sulla Fede, come se tutto andasse bene sol perché la Messa
Tridentina è detta in latino. Non avendo compreso – o fatto
proprio – che cosa sia realmente la Messa – lei dice – i laici trovano
normale assistere semplicemente. Molti assistono alla Messa pensando ad
altro e ricevono la Santa Comunione in modo molto irriverente, proprio
come nella neo-Chiesa.
Lei biasima i sacerdoti perché non spiegano a sufficienza la
Fede o la Messa. E per le loro prediche, a volte si chiede se capiscano
cosa stanno dicendo, mentre altre volte trova che le idee personali dei
sacerdoti e l’insieme della predica si presentano come quelle
conciliari. Le norme liturgiche non sarebbero rispettate, le rubriche
non sarebbero corrispondenti, il Canone della Messa appare affrettato.
In breve, lei non si sorprende se un certo numero di sacerdoti e di
laici della FSSPX sembrano pronti per riunirsi alla neo-Chiesa, anzi,
è come se già ne facessero parte.
Ora, nessuno potrebbe con giustizia sostenere che questa sua triste
descrizione si adatti a tutte le Messe della FSSPX, ma la corruzione
del nostro tempo è tale che un deterioramento come quello
osservato dalla lettrice appare del tutto normale. Questa corruzione
preme sui sacerdoti e sui laici, e significa che tutti noi abbiamo
bisogno di controllare da vicino come essa possa insinuarsi in noi
stessi. Come disse una volta, nel 1950, Suor Lucia di Fatima: i laici
non possono più contare che il clero faccia per loro tutto il
lavoro per farli andare in Cielo. In realtà essi non hanno mai
potuto farlo, ma una pigra “obbedienza” è ancora oggi una
tentazione comune. Se i laici vogliono che a guidarli siano dei buoni
sacerdoti, e se non vogliono che la FSSPX diventi conciliare, si
preoccupino di mettere ordine nel loro stesso comportamento – per
esempio: come assistiamo alla Messa io e la mia famiglia?
Per quanto riguarda i sacerdoti, non dobbiamo dimenticare il grave
avvertimento che il profeta Ezechiele (III, 17-21) rivolge ai pastori:
se i pastori ammoniscono i fedeli per come stanno peccando e se i
fedeli continuano a peccare, il Signore Iddio punirà i fedeli,
ma non riterrà responsabili i pastori. Al contrario, se i fedeli
peccano e i pastori non li richiamano perché stanno peccando, il
Signore Iddio riterrà responsabili i pastori per i peccati dei
fedeli. “Il giudizio inizii dalla casa di Dio” ( I Pt . IV, 17).
Quindi, dipende da ognuno di noi fare quant’è in nostro potere
per evitare che la FSSPX diventi preda dell’“infezione conciliare”,
cosa oggi più facile a dirsi che a farsi. In ogni caso, dice San
Paolo ( I Cor . IV, 3-5): che
ognuno di noi guardi ai propri peccati. È Dio che
giudica.
Kyrie eleison.