Una
lettera di Mons. Lefebvre, dopo che ebbe consacrato i vescovi,
dimostra come per difendere la Fede siano necessarie misure drastiche.
Parla
Monsignore
Fino a quando non decise finalmente di consacrare dei vescovi per la
Fraternità San Pio X, nel giugno del 1988, Mons. Lefebvre era
combattuto, come tutti i cattolici dopo il Vaticano II, fra la
Verità cattolica e l’Autorità cattolica, che quel
Concilio, seguendo il mondo moderno, aveva tra loro separate.
Ciò nonostante, una volta presa quella decisione, che ha
dimostrato con chiarezza essere stata la salvezza della Tradizione
cattolica, fu come se nella sua mente tutto fosse tornato al suo posto,
e da allora egli non esitò più, fino alla morte
sopraggiunta due anni e mezzo dopo.
Come esempio della sua chiarezza d’idee, ecco una lettera da lui
scritta il 18 agosto del 1988, a Dom Tomas de Aquino, giovane Priore
del monastero che era stato fondato in Brasile dai monaci del monastero
tradizionale benedettino di Le Barroux, del Sud della Francia, retto da
Dom Gérard. Ahimé, pochi giorni dopo le consacrazioni di
Ecône, Dom Gérard aveva rotto con la FSPX, per integrare
il suo monastero nella Chiesa conciliare. Ecco cosa scrisse Monsignore
a Dom Tomas:-
“Mi dispiace molto che lei sia dovuto
partire prima degli eventi di Le Barroux [la defezione di Dom
Gérard]. Sarebbe stato più facile
considerare la situazione derivata dalla disastrosa decisione di Dom
Gérard.
“Nella sua dichiarazione, egli espone
ciò che gli è stato concesso e accetta di porsi
all’obbedienza della Roma modernista, che rimane fondamentalmente
antitradizionale, cosa che ha motivato la mia presa di distanza. Al
tempo stesso, egli vorrebbe conservare l’amicizia e il sostegno dei
tradizionalisti, cosa che è inconcepibile. Egli ci accusa di
‘resistenzialismo’. Io lo avevo messo sull’avviso, ma la sua decisione
era già stata presa da tempo e non ha voluto ascoltare i miei
consigli.
“Adesso le conseguenze sono
inevitabili. Non manterremo più alcuna relazione con Le Barroux
e stiamo avvisando tutti i nostri fedeli perché non prestino
più aiuto ad un’opera che ormai è nelle mani dei nostri
nemici, i nemici di Nostro Signore e del Suo Regno universale. Le suore
benedettine [collegate a Le Barroux] sono angosciate. Sono venute a
trovarmi. Ho dato loro lo stesso consiglio che do a lei: conservare la
propria libertà e rigettare tutti i legami con questa Roma
modernista.
“Dom Gérard utilizza ogni
argomento per paralizzare la resistenza. (…) Don Tam le dirà ciò che non
ho scritto qui. (…) Che Dio
benedica lei e il suo monastero. – Mons. Marcel Lefebvre”.
Successivamente, Dom Gérard visitò il monastero in
Brasile, perché lo seguisse nella Neo-Chiesa, ma il giovane Dom
Tomas rimase coraggiosamente al suo posto, e sotto la sua guida il
monastero è rimasto tradizionale fino ad oggi. Ciò che
non appare nella lettera sovrastante è che Monsignore
incoraggiò Dom Tomas a radunare a Le Barroux i monaci fedeli e
ad espellere Dom Gérard!
Questa era la chiarezza d’idee e la volontà di Monsignore dopo
le consacrazioni episcopali.
Ci si chiede come alcuni dei suoi figli possano avere voglia oggi di “porsi all’obbedienza della Roma
modernista, che rimane fondamentalmente antitradizionale”, o al
servizio di un Papa soggettivista che ha un’impossibile comprensione
dell’oggettiva Tradizione cattolica.
Tale è il potere di seduzione, sempre più crescente, del
mondo soggettivista che ci circonda.
La follia del soggettivismo è divenuta così normale,
così diffusa, che poche persone se ne accorgono più.
“Il nostro aiuto
è nel nome del Signore”.
Kyrie eleison.