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GOOD NEWS (EC 242)

Col
ricorso dell’imputato contro le due precedenti condanne in Germania per
“incitamento razziale”, la sentenza è stata annullata per vizii
procedurali.

Buona notizia
Se non tutti, molti voi lettori avrete sentito parlare dell’ultima
buona notizia della scorsa settimana dalla Germania: il
Mercoledì delle Ceneri la Corte d’Appello di Norimberga, nella
Bassa Baviera, ha annullato la mia condanna del Tribunale Regionale di
Ratisbona dell’11 luglio dell’anno scorso, inflitta per “incitamento
all’odio razziale”, per aver espresso in una intervista alla
televisione svedese, nel novembre del 2008, vedute politicamente
scorrette e piuttosto differenti dall’opinione diffusa su certi
accadimenti storici. La Corte d’Appello ha anche deciso che lo Stato
della Baviera deve pagare le spese processuali finora sostenute da me.
Onore al mio difensore, il prof. Edgard Weiler, i cui argomenti sono
stati accettati, al Padre Schmidberger che lo ha proposto come
difensore e a Mons. Fellay che lo ha accettato.
Tuttavia, non sono ancora libero e scagionato, poiché i giudici
d’Appello hanno emesso la loro sentenza per motivi procedurali. Questa
la loro conclusione: “Se una citazione giudiziaria descrive il
comportamento di un accusato non (o non ancora) punibile e non precisa
le circostanze concrete che lo renderebbero suscettibile di punizione,
questa mancata elencazione dei fatti interni ed esterni del caso fa
sì che la citazione fallisca nella sua funzione essenziale di
definire l’azione per la quale l’imputato è stato messo sotto
processo. Caso rigettato.”
Quindi, in teoria, la Procura di Ratisbona potrebbe correggere la sua
procedura e avviare una nuova azione penale. Tuttavia, nella pratica
potrebbe esitare, perché i giudici d’Appello hanno chiesto di
specificare chi esattamente sia venuto a conoscenza delle vedute in
questione, con quali mezzi, come esattamente tali vedute fossero in
grado di disturbare la pace in Germania e infine in che modo si suppone
che io abbia acconsentito che tali vedute fossero rese note in Germania.
Ora, l’accusa potrebbe facilmente dimostrare che il mondo intero, oltre
alla Germania, è stato martellato per un mese con queste vedute,
ad opera dei media mondiali (soprattutto per forzare Benedetto XVI a
prendere le distanze dalla Tradizione Cattolica), ma non le sarebbe
altrettanto facile dimostrare il disturbo della pace in Germania. I
procuratori avrebbero anche la concreta difficoltà di provare
che io volessi che le mie vedute fossero rese pubbliche in Germania,
visto che nell’ultimo minuto dell’intervista (reperibile ancora su
Youtube) io desidero espressamente il contrario. Così che la
continuazione o meno del procedimento è nelle mani di Dio.
Nel frattempo, cari lettori, non pensate che io abbia mai troppo
sofferto di questi processi in Germania, più di quanto abbia
preso troppo tragicamente i miei forzati corrispondenti tre anni di
esilio all’interno della FSSPX. Questo esilio semmai è stato
troppo comodo, mentre i processi si sono risolti, per il momento
almeno, con la loro sospensione totale. Lasciate quindi che io ringrazi
tutti voi che nel corso di questi tre anni avete pregato per me. So che
siete molti e io sono grato ad ognuno di voi. In cambio, a gennaio ho
celebrato una novena di Messe per le vostre intenzioni, perché
sicuramente per tutti noi si preparano prove ancora maggiori.
Kyrie eleison.