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STATE RELIGION ? III (EC 235)

Risposte
ad altre tre obiezioni alla dottrina che tutti gli Stati dovrebbero
essere cattolici, tratte non tanto dalla fede, quanto dalla ragione
naturale.

Religione di Stato? – III
Affermare che gli Stati non devono professare o proteggere la religione
cattolica è un classico errore liberale e uno dei maggiori
errori del Vaticano II. Il liberalismo afferma, per così dire:
“Non attacchiamo il cattolicesimo di petto, ma col divide et impera.
Separiamo l’uomo individuale dalla società , fingendo che non
sia un animale sociale, ed ecco che la religione diventa un affare
puramente individuale. Questo ci permetterà di prendere le
redini della società, e una volta che l’avremo resa liberale,
con quest’arma potente potremo ritornare all’individuo per
liberalizzare anche lui, perché ovviamente l’uomo è un
animale sociale! Se poi un individuo non vorrà essere liberale,
avrà grande difficoltà a resistere alla società
che avremo liberalizzato.” Non è così? Basta guardarsi
intorno! Rispondiamo adesso ad altre tre obiezioni contro la dottrina
che, per la salvezza delle anime, sostiene che ogni Stato dovrebbe
essere cattolico.
Eccellenza, Nostro Signore
stesso ha detto: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare
e a Dio quello che è di Dio” (Mt. XXII, 21). Qui Nostro Signore
separa chiaramente la Chiesa dallo Stato. Quindi, nessuno Stato
dovrebbe farsi coinvolgere nel cattolicesimo o in qualunque altra
religione.
Risposta: No, qui Nostro Signore non separa la Chiesa dallo
Stato! Egli
parla della distinzione, dettata dal buon senso, tra ciò che
l’individuo deve allo Stato (tasse, ecc.) e ciò che deve a Dio
(culto). Nostro Signore non dice affatto che lo Stato temporale non
deve alcunché all’eterno Iddio. Infatti, lo Stato, essendo
l’autorità temporale collettiva di un insieme di esseri umani,
negli atti della sua autorità deve a Dio quello stesso che tutti
noi dobbiamo a Lui come esseri
sociali, vale a dire l’osservanza sociale della Sua legge
naturale, che per quella Chiesa che la semplice ragione naturale
può già vedere essere vera, significa tutto il
riconoscimento e la promozione sociale richieste dal bisogno di
salvezza delle anime.
Ma discernere quale sia la vera
religione è cosa che deve fare l’individuo. Quindi, come
può lo Stato come tale essere obbligato ad essere cattolico per
principio?
Risposta. Lo Stato non è altro che l’associazione morale
(cioè non-materiale), in un corpo politico, di un numero
maggiore o minore di esseri umani fisici (cioè materiali). Ma
ognuno di questi esseri umani, con il mero uso corretto della sua
ragione naturale, anche non avendo la virtù soprannaturale della
fede, è in grado di capire che Dio esiste, che Gesù
Cristo è Dio e che la Chiesa cattolica è l’unica Chiesa
fondata da Gesù Cristo. Se quindi un dato Stato non discerne
quale sia la vera religione, non è perché i suoi
cittadini non possono
capire, ma perché per tutta una serie di
motivi non lo fanno,
o non vogliono farlo, usando correttamente la
ragione che Dio ha dato loro. Infatti, essi sono in grado di capire e,
non facendolo, hanno tutti davanti a Dio una maggiore o minore
responsabilità, da Lui perfettamente valutata a seconda delle
circostanze.
Ma, Eccellenza, insistendo nel
dire che ogni Stato ha l’obbligo di essere cattolico, Lei non
farà altro che alienare molta gente dalla buona dottrina.
Ogni Stato dovrebbe essere cattolico per la gloria di Dio e la salvezza
eterna delle anime. Quindi, per gli uomini troppo ignoranti o corrotti,
ai quali questa verità  non dice niente, ma li allontana,
è possibile, senza minimizzare il principio, proclamarla loro
con prudenza, cosa che non la rende meno vera. I veri principi non sono
meno veri se qualche volta è necessario che nella pratica li si
proclami con una certa prudenza. Certamente, però, ai lettori di
questi “Commenti” può essere detta la verità  tutta
intera!
Kyrie eleison.