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ATHEISTS THEISM ? (EC 221)

Un’osservazione
di Brahms riguardo al suo Concerto per Violino dimostra che anche senza
la Fede cattolica un uomo può apprezzare l’ordine oggettivo di
Dio.

Teismo degli atei?
C’è un’affascinante citazione del famoso compositore tedesco
Johannes Brahms (1833-1899), che dimostra come un uomo possa non avere
affatto una fede religiosa e tuttavia riconoscere che esista un ordine
oggettivo. Tale riconoscimento realizza un aggancio con la
realtà e fu esso che permise a Brahms di accedere a tutta quella
bellezza che egli espresse con la sua musica. La crisi di innumerevoli
anime moderne sta nel fatto che esse sono convinte che non ci sia
alcunché di oggettivo. Esse sono imprigionate nella loro stessa
soggettività, che genera una squallida prigione e una musica da
suicidi!
Nel 1878, Brahms scrisse per un violinista d’eccezione, il suo amico
Joseph Joachim (1831-1907), uno dei suoi lavori più belli e
più amati, il Concerto per
violino op. 77. Quando lo sentì suonare da Joachim,
disse: “Humm – si… si può suonare anche così”. In altre
parole, mentre Brahms componeva il Concerto, con l’orecchio della mente
lo aveva percepito in un modo o in un altro, ma adesso riconosceva che
l’uso diverso che qualcun altro poteva fare di esso era ugualmente
legittimo.
Indubbiamente, ci sono modi di eseguire il Concerto che Brahms non
avrebbe accettato, ma quando un esecutore usa la sua composizione
riuscendo a cogliere in modo diverso lo scopo da lui stesso perseguito
nel comporla, ecco che Brahms non insiste più sul modo suo
proprio. Lo scopo oggettivo conta più dell’approccio soggettivo,
tale che se con la sua composizione egli riesce a dare la
possibilità a ogni tipo di esecutore di cogliere lo stesso
scopo, allora – entro certo limiti – essi sono tutti i benvenuti quando
suonano il Concerto a modo loro. Oggetto al di sopra del soggetto.
In ultima analisi questo significa che Dio è al di sopra
dell’uomo, eppure Brahms non fu un credente. Il compositore cattolico
ceco, Antonin Dvorak (1841-1904), amico e ammiratore di Brahms, una
volta disse di lui: “Che grand’uomo! Che anima grande! E non credeva in
niente! Non credeva per niente!”
Di fatto Brahms non era cristiano – nel suo Requiem Tedesco egli lasciò
fuori deliberatamente ogni menzione di Gesù Cristo. E ammetteva
di non avere alcun tipo di credenza – egli diceva che i testi biblici
che aveva usato nel Requiem
erano lì per la loro capacità di esprimere il sentimento,
piuttosto che per una professione religiosa.
Qui il soggetto è al di sopra dell’oggetto. Ed è a questa
professata miscredenza di Brahms che si può addebitare la
mancanza di una certa spontaneità e gioia in gran parte della
sua musica.
Ma quanta bellezza velata essa contiene, e che cura artigianale per
l’ordine!   Questa maestria e questa riflessione delle
bellezze della natura, come per esempio nel Concerto per violino, richiamano
alla mente Nostro Signore che dice che vi sono anime che lo negano a
parole, ma lo onorano con i fatti (Mt.
XXI, 28-29). Oggi che quasi tutte le anime lo negano a parole, quante
ve ne sono che in qualche modo, per esempio nella musica o in natura,
onorano almeno l’ordine che Nostro Signore ha stabilito dappertutto nel
suo universo. Tale fedeltà non è ancora per niente la
fede cattolica, la sola che possa salvare, ma almeno costituisce quel
lucignolo fumigante che non deve essere estinto (Mt. XII, 20).
Facciamo che tutti i cattolici dotati della pienezza della Fede abbiano
attenzione per queste anime che li circondano e si abbia compassione
per la moltitudine di   coloro che vengono allontanati da Dio
dai suoi nemici, nella musica come in tutti i domini (Mc. VIII, 2).
Kyrie eleison.