Vaticano II e la Tradizione in modo da renderli compatibili, ma la
Verità di Dio non può essere piegata.
“Commenti Eleison” del 18 giugno ha promesso una serie di quattro
numeri in cui si dimostra come sia “disorientato” il “modo di credere”
di Papa Benedetto XVI. Essi presenteranno infatti una sintesi del
prezioso studio scritto due anni fa da Mons. Tissier de Mallerais, uno
dei quattro vescovi della Fraternità San Pio X, sul pensiero del
Papa. Lo studio del vescovo, La fede in pericolo per la ragione ,
che lui definisce “senza pretese”, mette a nudo il problema
fondamentale del Papa: come credere nella Fede cattolica in modo tale
da non escludere i valori del mondo moderno. In esso si dimostra che un
tale modo di credere è necessariamente disorientato, anche se il
Papa in qualche modo crede ancora.
Lo studio si divide in quattro parti. Dopo un’importante Introduzione
all’“ermeneutica della continuità” di Benedetto XVI, Mons.
Tissier si sofferma brevemente sulle radici filosofiche e
teologiche del pensiero del Papa. Espone poi i frutti di questo pensiero a
riguardo del Vangelo, del dogma, della Chiesa e della società,
della Regalità di Cristo e dei Fini Ultimi. Infine conclude con
un giudizio misurato
sulla nuova fede del Papa, molto critico, ma del tutto rispettoso.
Iniziamo con uno sguardo all’ Introduzione :-
Il problema di fondo per Benedetto XVI, come per tutti noi, è
costituito dallo scontro tra la Fede cattolica e il mondo moderno. Per
esempio, egli vede che la scienza moderna è amorale, che la
società moderna è secolarizzata e la cultura moderna
è multi-religiosa. Egli precisa che lo scontro è fra fede
e ragione, fra la Fede della Chiesa e la ragione come elaborata
dall’Illuminismo del XVIII secolo. Tuttavia, egli è convinto che queste
possano e debbano essere interpretate in modo tale da armonizzarle tra
loro . Da qui la sua incisiva partecipazione al Vaticano II, un
Concilio che ha tentato anch’esso di riconciliare la Fede col mondo di
oggi. Ma i tradizionalisti sostengono che il Concilio ha fallito,
perché i suoi principi sono inconciliabili con la Fede. Da qui
l’“ermeneutica della continuità” di Papa Benedetto, ossia un sistema di interpretazione che
dimostrerebbe che non v’è rottura fra la Tradizione cattolica e
il Vaticano II .
I principi dell’“ermeneutica” di Benedetto XVI risalgono ad uno
storico tedesco del XIX secolo, Wilhelm Dilthey (1833-1911). Dilthey
sosteneva che le verità sorgono dalla storia, così che
esse possono essere comprese solo nella loro storia, e le verità
umane non possono essere comprese senza il coinvolgimento del soggetto
umano in questa storia. Ne consegue che per perpetuare nel presente il
nucleo delle verità del passato, occorre depurarle da tutti gli
elementi che appartengono al passato, ormai irrilevanti, e sostituirli
con gli elementi importanti del presente. Questo doppio processo di
purificazione e di arricchimento, Benedetto XVI lo applica alla Chiesa.
Da un lato, la ragione deve purificare la Fede dagli errori del
passato, per esempio dall’assolutismo, dall’altro, la Fede deve muovere
la ragione a moderare i suoi attacchi contro la religione e a ricordare
che i suoi valori umanistici di libertà, uguaglianza e
fraternità sono tutti originati dalla Chiesa.
Il grande errore del Papa sta nel ritenere che le verità della
Fede cattolica, su cui è stata edificata la civiltà
cristiana e si fonda il debole resto rimasto, abbiano la loro origine
nella storia umana, mentre in realtà esse originano dal seno
eterno dell’immutabile Iddio. Esse sono verità eterne,
dall’eternità per l’eternità. “Il cielo e la terra
passeranno, ma le mie parole non passeranno”, dice Nostro Signore ( Mt . XXIV, 35). Né Dilthey
né, come sembra, Benedetto XVI potrebbero concepire delle
verità così al di sopra della storia umana, né al
di sopra di qualche loro condizionamento storico.
Se il Papa pensa che facendo simili concessioni alla ragione infedele
possa attrarre i suoi adepti alla Fede, bisogna farlo ricredere.
Essi semplicemente disprezzeranno la Fede ancor di più!
Nel prossimo si dirà delle radici filosofiche e teologiche
del pensiero di Benedetto
XVI.
Kyrie eleison