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REMARKABLE FILM (EC 187)

Un
recente film francese descrive un sorprendente senso della religione
tra alcuni monaci conciliari, ma anche il loro ineludibile problema in
politica.

Film notevole
È facile capire come il recente film francese, “Des Hommes
et des Dieux” (Degli uomini e degli Dei), l’anno scorso abbia
guadagnato il primo premio al prestigioso Festival di Cannes. Esso si
rifà ad eventi realmente accaduti nel 1996: gli ultimi mesi di
vita di un monastero cistercense nell’Algeria post coloniale, dove otto
monaci alla fine furono catturati e uccisi da ignoti assassini. Il film
è ben diretto e recitato e ha una buona fotografia. Di
particolare interesse per i cattolici che hanno familiarità con
la Tradizione è la presentazione della religione, e anche della
politica considerata da un punto di vista religioso.
Forse la cosa più notevole è il vero senso della
religione che il film presenta, visto che viene rappresentata la
religione conciliare. Per esempio, dal punto di vista dottrinale vi
sono dei momenti di eccessivo rispetto per il Corano. Dal punto di
vista liturgico, le parole e la musica cantate nella semplice ma nobile
chiesa del monastero sono tipiche dell’uomo moderno soggettivo e
sentimentale. Eppure le scene che mostrano regolarmente i monaci in
preghiera sono così genuinamente religiose da essere oltremodo
sorprendenti in questo nostro tempo secolarizzato. Viene da pensare:
ecco come dovrebbero essere i monasteri!
Che dire? Per quanto riguarda la regia e la recitazione, gli attori
francesi di questo film riescono a rappresentare dei monaci
meravigliosi per il fatto che il monachesimo cattolico è stato
un elemento importante del loro patrimonio nazionale, esattamente come
i Britannici moderni riescono ancora a rappresentare con convinzione
l’età vittoriana per il fatto che l’Impero britannico è
così recente nella loro storia da sentirselo scorrere nelle
vene. Ma soprattutto, come dice Nostro Signore (Mt. XV, 18-19),
ciò che conta è quello che un uomo ha nel cuore. Non
c’è cosa migliore di una Tradizione vissuta col cuore, ma questo
film ricorda a noi tradizionalisti che un sentito conciliarismo
può essere gradito a Dio più che una Tradizione vissuta
senza cuore.
La politica rappresentata nel film è di particolare interesse
alla luce della rivolta islamica in corso in diversi paesi arabi. I
monaci nel film, come indubbiamente è accaduto nella
realtà, sono politicamente dibattuti tra l’incudine e il
martello. Da un lato le loro vite non islamiche sono ovviamente
minacciate dai ribelli islamici che uccidono chiunque conduca una
politica che porti l’Algeria fuori dall’Islam. Dall’altro il governo
algerino post-coloniale sospetta parecchio dei monaci che spalleggiano
i ribelli, per esempio praticando per le loro ferite le opere di
misericordia corporale della Chiesa, e quindi li invita a lasciare il
paese. Ancora oggi c’è chi pensa che i monaci siano stati
eliminati dal governo algerino. Solo Dio sa se è vero.
Che dire? Certo, il cattolicesimo vissuto col cuore è di molto
superiore all’Islam vissuto col cuore, che è una setta
anticristiana semplicistica e brutale. Ma se, come è accaduto
col Vaticano II, il cuore è prosciugato del cattolicesimo, nella
vita reale e ovunque nel mondo, i monaci e i preti cattolici finiranno
col dare non solo cure mediche, ma anche sostegno morale ai
rivoluzionari anticattolici – Mons. Lefebvre, infatti, usava dire che i
preti modernisti si fanno i più terribili dei rivoluzionari!
Come sorprendersi allora se poi i governi addebitano ai preti
conciliari l’indebolimento della legge e dell’ordine?
L’Islam è in crescita sol perché la vera Chiesa Cattolica
è tuttora in calo.
Quanto molto dipende dalle poche anime che mantengono la Tradizione
Cattolica!
Kyrie eleison.