La bruttezza dell’arte moderna argomenta a
favore dell’esistenza di Dio.
Dio non è un poliziotto, ma un liberatore del bene nell’uomo.
La verità rende liberi
L’argomento degli ultimi tre numeri di “Commenti Eleison”(CE 175 – CE 176 – CE 177), ha semplicemente
preso spunto dal pittore francese Paul Gauguin (1848-1903),
perché egli non è certo il peggiore degli artisti
moderni. Questo argomento non è stato: Dio esiste, quindi l’arte
moderna è “insulsa” (vedi “Brideshead Revisited”, I, 6, di
Evelyn Waugh), al contrario: l’arte moderna è insulsa, quindi
Dio esiste.
Vi è qui un’importante differenza tra il discendere dalla causa
all’effetto e il risalire dall’effetto alla causa.
Se parto dall’esistenza di Dio come un dato e scendo a considerare la
scompostezza, per esempio, dell’arte moderna, della musica moderna,
delle moderne produzioni d’opera, ecc, per prima cosa Dio e la Sua
esistenza non risultano ben provate, e secondariamente la Sua religione
può sembrare che discenda su di noi come una morsa che
attanaglia la nostra libertà. Ora, io sono io, e in ogni caso
voglio essere libero di scegliere qual è l’arte che mi piace; ed
ecco invece che arriva un vigile, si dice dal Cielo, a mettere le
ganasce alla mia libertà! No, grazie!
Se invece io parto dalla mia esperienza personale dell’arte moderna,
significa che in primo luogo parto da quello di cui ho conoscenza
diretta. E se questa mia esperienza è, onestamente,
insoddisfacente – cosa che non necessariamente dev’essere così,
ma se lo è – allora posso cominciare a chiedermi perché
mi sento così a disagio di fronte agli altamente lodati artisti
moderni. Ne riascolto le lodi, ma continuo a non essere ancora
convinto.
Perché? Perché l’arte moderna è brutta. Cosa
c’è di sbagliato nella bruttezza? Le manca la bellezza. E se
dalla bellezza, per esempio, dei paesaggi o delle donne come vengono
raffigurati nell’arte, continuo a risalire alla loro bellezza nella
natura, all’armonia delle parti che attraversa tutta la creazione, ecco
che i miei pensieri si elevano dalla mia esperienza personale lungo
un ampio tragitto che porta verso il Creatore.
In quest’ultimo caso Egli non genera più l’accostamento ad un
vigile con le ganasce. Al contrario, lungi dal porre un limite alla
nostra libertà, sembra che Egli permetta a noi esseri umani, per
mezzo del libero arbitrio, di riempire la terra di bruttezza e di
creare un mondo di caos. Forse spera che la bruttezza diventerà
così orribile da volgere i nostri pensieri verso il Vero e il
Bene.
A questo punto la Sua religione non assomiglia tanto a qualcosa che
attanaglia dal di fuori la nostra libertà interiore, quanto
piuttosto ad un aiuto, ad una liberazione di tutto ciò che
c’è di meglio in me contrapposto a tutto ciò che
c’è di peggio, perché, se non sono superbo, sono
costretto ad ammettere che non tutto dentro di me è ordinato e
armonioso.
A questo punto, la grazia soprannaturale non viene più concepita
come una specie di poliziotto che piomba addosso alla mia natura per
reprimere qualunque cosa io voglia fare, ma come un caro amico che, se
voglio, attiva in me il meglio e mi libera dal peggio, o quanto meno si
sforza di farlo.
Una delle forze trainanti del Vaticano II e della religione conciliare
non è stata, e non è ancora, la concezione ampiamente
condivisa che la Tradizione cattolica sia una sorta di insopportabile
poliziotto, come se tutti gli impulsi naturali fossero cattivi ?
Ebbene, gli impulsi della mia natura decaduta sono cattivi, ma
nella nostra natura sotto il cattivo vi è del buono, e a questo
buono dev’essere permesso di respirare, perché da dentro di noi
esso si sincronizza perfettamente con quella vera religione di Dio che
ci viene dal di fuori di noi. Altrimenti, dagli impulsi cattivi si
fabbrica una falsa religione – come il Vaticano II.
Kyrie eleison.