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RAMPANT UNREALITY. (EC 163)

Un giro nella periferia di una città
americana un tempo grande, rivela un popolo che vive in un mondo
fantasioso. Ma la realtà si impone da sé.

Irrealtà dilagante
In una visita privata che ho fatto due settimane fa negli Stati Uniti,
la mia prima visita dal 2008, sono riuscito a entrare e ad uscire dal
paese senza problemi personali, ma in un giro di due ore che un amico
mi ha fatto fare in una grande città americana devastata dalla
recente recessione economica, ho potuto osservare problemi sociali
gravissimi:-
Andando verso la città, siamo passati davanti ad un bel
quartiere residenziale, e l’amico mi ha detto: “Vede tutte queste case
costose? In realtà sono malfatte, tutte case a schiera e in
sovraprezzo, comprate con i soldi inesistenti dell’era Clinton
(1992-2000), da persone che accarezzavano un sogno, uno stipendio dopo
l’altro, in un falso paradiso di massimo credito, materialismo e spese
eccessive. Se dovessero perdere il posto di lavoro, come sta accadendo
a molti, saranno fortunati se ricaveranno la metà dei soldi
dalle loro case. Gli uomini non hanno nessuna reale attività o
mestiere. Il loro è un mondo di chiacchiere seducenti e vuote…
“Per lo più sono bianchi fuggiti dalla periferia interna della
città, dove stiamo per arrivare. Guardi tutt’intorno quante case
sbarrate, abbandonate, fatiscenti, con enormi spazi in mezzo dove
l’alloggio è stato distrutto per dare un’illusione di
prosperità. Ma i posti di lavoro persi non ritorneranno, quindi
non c’è alcuna base reale per un ritorno alla prosperità.
Le case accomodate che si vedono sono state riparate o ricostruite con
i soldi del Governo presi in prestito dalla città in bolletta,
sulla base di un progetto irreale di edilizia abitativa, dato che in
effetti esse finiranno col non essere curate e ben presto torneranno ad
essere fatiscenti. Si tratta di una sorta di aiuto concesso dal Governo
che può fare più male che bene alle persone che esso ha
inteso aiutare, visto che in realtà queste persone rimarranno
intrappolate dalla dipendenza che ne deriverà.
“Adesso entriamo nel centro della città, dove Lei può
vedere delle costruzioni alte e belle, ma anche poche persone in
circolazione. Gli edifici risalgono al periodo dopo la I
GuerraMondiale, quando questa città era un grande centro
industriale, ma dopo la II Guerra Mondiale gli USA incominciarono a
perdere il loro primato industriale. Negli anni di Reagan (1980-1988)
ebbe inizio, secondo me, una falsa stimolazione economica tramite le
carte di credito messe a disposizione di chiunque. Nel 1990 qui venne
eletto un sindaco non più bianco che fece del suo meglio per far
ritornare gli affari in città, e alcune di queste belle
costruzioni sono dovute a lui, ma egli fu poi scaricato dalla sua
stessa gente perché non era come uno di loro…
“L’economia è appesa ad un filo, eppure la maggior parte delle
persone pensa che tutto andrà a posto nel giro di un anno. Esse
ritengono che sia una buona cosa che il Governo continui a stampare o a
digitalizzare soldi su soldi. Il cinque per cento della gente, o meno,
comprende quanto sia grave la situazione, e meno dell’uno per cento
guarda alla mancanza di religione come ad un elemento che svolge
qualche parte nel declino del suo paese. La gente si preoccupa solo che
si mettano delle pezze, non guarda a profonde o reali soluzioni. I
bianchi hanno accettato di assumersi un enorme senso di colpa, e hanno
ceduto senza ammetterlo. Vi è un problema enorme che tutti
percepiscono e conoscono, ma hanno troppa paura per parlarne…”
E dire che entro 80 chilometri da questa città prosperano una
parrocchia e una scuola della FSSPX, ignorate o disprezzate, eppure
esse incarnano la sola e unica soluzione –
Dio.
Kyrie eleison.