Se i colloqui Roma-FSSPX non portano
dottrinalmente da nessuna parte, Roma potrebbe tentare di aggirarli con
un accordo politico pericoloso per la Fede.
Colloqui aggirati ?
Mentre i colloqui fra Roma e la Fraternità San Pio X, a sentire
le due parti, stanno cozzando contro un muro dottrinale, una notizia
dalla Francia e dalla Germania e delle voci da Roma configurano insieme
un pericolo per i Cattolici. Tale pericolo è costituito da un
accordo politico che semplicemente aggirerebbe il blocco dottrinale. La
politica minaccia di intrappolare la dottrina.
Dalla Francia e dalla Germania, poche settimane fa, mi si è
detto che una larga percentuale di cattolici che frequentano i centri
di Messa della FSSPX stanno solo sperando e aspettando un qualche
accordo per venir fuori dai colloqui. Se, e ripeto se, questo è vero,
la cosa è molto grave. Questi cattolici meritano pieni voti per
il fatto che non desiderano essere tagliati fuori da ciò che a
loro sembra essere Roma, ma meritano voti scarsi per il fatto che non
colgono che, fino a quando i colloqui rimarranno dottrinali, non vi
sarà modo per gli insegnamenti neo-modernisti del Vaticano II di
essere conciliati con la dottrina cattolica della vera Chiesa.
Questi cattolici potranno venerare ed amare l’Arcivescovo Lefebvre per
come lo vedono, ma non hanno compreso l’essenza della sua lotta
per la Chiesa. Farebbero meglio ad aprire gli occhi, se non vogliono
cadere, in un modo o nell’altro, tra le braccia dei neo-modernisti
Romani.
Un accordo a fronte della dottrina significa porre la politica prima
della religione, l’unità prima della verità, l’uomo prima
di Dio. Dio prima dell’uomo significa la verità prima
dell’unità, la religione prima della politica, e la dottrina
come cosa più importante di un qualsiasi accordo non dottrinale.
Solo dei sognatori potevano non prevedere che i colloqui fra Roma e la
FSSPX andassero a cozzare contro un muro dottrinale. Solo dei
politicanti possono sperare di poterne ricavare un accordo non
dottrinale.
Ahimè, a quanto pare Benedetto XVI crede sinceramente nella
nuova Chiesa del Vaticano II, che consiste nel raccogliere nel suo seno
tutti gli uomini assolutamente, indipendentemente dal fatto che credano
o meno nell’unica vera dottrina della Fede.
Perciò egli desidera sinceramente accogliere anche la FSSPX –
bisogna anche tenere conto che normalmente non ha troppo da vivere! Di
conseguenza, il blocco dei colloqui dottrinali non dovrebbe
preoccuparlo eccessivamente, e per lui non sarebbe escluso raggiungere
un accordo politico con la FSSPX, al fine di unirla al resto della
nuova Chiesa. Questo scopo esigerebbe di non chiedere troppo alla
FSSPX, che rifiuterebbe l’accordo, né troppo poco, perché
allora il resto della nuova Chiesa conciliare insorgerebbe per
protesta.
Le voci da Roma dicono che lui stia proprio pensando ad un “Motu
Proprio”, che accetterebbe il “ritorno nella Chiesa” della FSSPX, una
volta per tutte, senza chiedere alla stessa FSSPX un’esplicita
accettazione del Vaticano II o della nuova Messa, ma chiedendo solo
l’accettazione, per esempio, del “Catechismo della Chiesa cattolica” di
Giovanni Paolo II, del 1992, il quale è sostanzialmente
modernista, ma in maniera sommessa.
In tal modo la FSSPX, agli occhi dei suoi seguaci, non parrebbe
accettare il Concilio o la nuova Messa, ma si disporrebbe, pian piano,
ad andare d’accordo con la sostanza del neo-modernismo.
Così tutti i fautori dell’unità sarebbero contenti. Salvo
i credenti nella dottrina cattolica.
PERICOLO!
Kyrie eleison.