Con la sua disarmonia, l’arte moderna punta
a qualche primaria armonia, come l’armonia punta a Dio. Malgrado
se stessa, l’arte moderna punta a Dio.
Arte moderna – II
Con la sua stessa bruttezza, l’arte moderna punta
all’esistenza e alla bontà di Dio. Dopo tre mesi (cfr. CE 144), torniamo su
questo paradosso, nella speranza che le anime che riconoscono col
comune buonsenso la differenza fra la bellezza e la bruttezza
nell’arte, si lascino aiutare a vedere che se Dio non esistesse, non
esisterebbe neanche questa differenza.
La parola “arte” significa abilità, o il prodotto dell’umana
abilità. In essa possono rientrare la pittura, il disegno, la
scultura, l’abbigliamento, la musica, l’architettura e così via.
L’espressione “arte moderna” generalmente si riferisce in modo
particolare alla pittura e alla scultura sorte a partire dai primi del
1900 ad opera di un movimento di artisti che rifiutò, e rifiuta,
deliberatamente tutti i criteri e i canoni di bellezza così
com’erano concepiti prima del XX secolo. La differenza fra l’arte
pre-moderna e quella moderna è tangibile e chiara come, qui a
Londra, la differenza tra il classico Tate Museum a Millbank e il Tate
Modern, un museo completamente nuovo realizzato dieci anni fa su un
tratto della opposta riva del Tamigi a valle del primo. È come
se l’arte moderna non riesca più a stare sotto lo stesso tetto
dell’arte pre-moderna. Si fanno la guerra l’un l’altra,
esattamente come accade per le chiese antiche e la nuova Messa.
Ora, l’arte moderna in questo senso è caratterizzata dalla sua
bruttezza. Il comune buonsenso in questo caso si trova d’accordo con il
capo comunista Kruscev, di cui si dice che ad una mostra d’arte moderna
in Russia abbia esclamato: “Un asino può fare meglio con la
coda”. E che cos’è la bruttezza? Disarmonia. Nel suo
mirabile libro, “Picasso, Creator and Destroyer”, Arianna Huffington ha
dimostrato che ogni volta che Picasso si è innamorato di una
delle sue sei donne (quelle più importanti), i suoi dipinti
erano più calmi e riflettevano qualcosa della loro bellezza
naturale, ma non appena finiva l’innamoramento, la sua rabbia lacerava
quella bellezza e produceva “capolavori” di arte moderna. Lo schema si
ripete in Picasso come un orologio!
In effetti, la bellezza nell’arte nasce da un’armonia nell’anima, sia
pure un’armonia solo terrena, mentre la bruttezza deriva da una
disarmonia nell’anima, come per l’odio. Ma l’armonia non ha bisogno
della disarmonia, mentre invece la disarmonia, come suggerisce la
parola stessa, presuppone una certa armonia, con la quale, per la sua
stessa essenza, fare la guerra. Così l’armonia primeggia sulla
disarmonia, mentre ogni disarmonia testimonia qualche armonia. Ma
più profondamente armonioso di qualsiasi dipinto di donne belle
può essere un dipinto della Madonna, perché l’armonia
nell’anima dell’artista che dipinge la Madre di Dio può essere
più alta e più profonda dell’armonia ispirata da un mero
modello umano, quantunque bello. Perché? Perché la
bellezza della Madonna deriva dalla sua vicinanza a Dio, la cui divina
armonia — perfetta semplicità e unità — supera
infinitamente l’umana armonia delle più belle fra le semplici
creature.
Perciò la povera arte moderna punta all’armonia che le manca,
mentre ogni armonia mira a Dio. Allora nessuno ricorra alla bruttezza
dell’architettura moderna per accogliere la Messa tridentina. Se uno lo
facesse, si potrebbe pensare che stia cercando, o aspettando, di
ritornare alla disarmonia del Novus Ordo Missae!
Kyrie eleison.