Mons. de Galarreta sostiene che nonostante
nel loro proseguimento siano sostanzialmente deludenti, i colloqui
Roma-FSSPX hanno dei vantaggi collaterali.
Utilità dei colloqui – I
Molte anime cattoliche attualmente preoccupate per i
colloqui in corso tra Roma e la Fraternità San Pio X potrebbero
essere alquanto rassicurate se potessero sentire, come ho fatto
io due mesi fa, il Vescovo de Galarreta, che ha esposto le sue ragioni
circa il perché questi colloqui dovrebbero procedere fino al
termine prefissato (ma non oltre). Egli dice che essi presentano rischi
limitati e diversi vantaggi.
Dopo l’incontro introduttivo dello scorso ottobre, i colloqui veri e
propri si sono svolti a gennaio, marzo e maggio di quest’anno. Ogni
incontro ha un prima, un durante e un dopo. Per prima cosa, il gruppo
dei quattro rappresentanti della FSSPX presenta ai quattro teologi
romani una dichiarazione della dottrina cattolica relativa alla
questione in oggetto, insieme con i problemi sollevati dalla dottrina
contraria derivata dal Vaticano II. Nel corso dell’incontro, i teologi
romani danno le loro risposte e la conseguente discussione orale viene
registrata. In seguito, la FSSPX redige un riassunto scritto del
colloquio registrato. Finora si è parlato solo della liturgia e
della libertà religiosa, ma il Vescovo prevede che tutti gli
altri colloqui necessari si potranno concludere con la primavera del
prossimo anno.
Nel valutare questi colloqui, egli distingue tra il mero fatto del loro
svolgimento e il loro contenuto. Per quanto riguarda il loro contenuto, egli dice che il
gruppo della FSSPX è deluso dagli scambi orali avuti, perché,
come mi ha detto un altro componente del gruppo: “Mancano di precisione
teologica. Due linee di pensiero che non possono incontrarsi non
producono un dialogo, quanto piuttosto due monologhi. Comunque, i
teologi romani sono gentili con noi, così che gli incontri,
invece che aspri, hanno il sapore di maionese. Noi diciamo quello che
pensiamo. Non ci facciamo alcuna illusione.” Ma il Vescovo dice che i
resoconti scritti di
questi colloqui, di prima e dopo gli incontri, costituiranno un
prezioso dossier per delimitare gli errori conciliari rispetto alla
Verità Cattolica, e per cogliere l’ultima evoluzione di tali
errori.
“Fin dai tempi di Giovanni Paolo II essi sono divenuti più
sottili”, dice il Vescovo.
Per quanto riguarda il mero
fatto dei colloqui, il Vescovo vede diversi ulteriori vantaggi.
Innanzitutto, è buona cosa che i teologi romani abbiano
conosciuto i rappresentanti della FSSPX, e viceversa – tali contatti
possono vanificare molto del “fumo” e degli “specchi deformanti”, tanto
amati dal Diavolo per imbrogliare la gente. Il vescovo non vede un gran
pericolo nei contatti, perché, egli dice, questi particolari
teologi romani non sono perversi, ed è chiaro da dove vengono e
dove vogliono andare.
In secondo luogo, il semplice fatto che Roma, al più alto
livello, stia discutendo seriamente di dottrina con la FSSPX, dà
ad essa credito agli occhi di molti importanti sacerdoti di buona
volontà, altrimenti inaccessibili per la Tradizione.
E in terzo luogo, alcuni dei migliori cervelli di Roma si trovano ogni
tanto bloccati nel loro pensare abituale dagli antichi argomenti
riproposti loro dalla FSSPX. In altre parole la Verità Cattolica
sarà pure all’inizio, ma in definitiva ha ripreso ad imporsi
nuovamente.
Cari lettori, dobbiamo avere pazienza, e una fiducia sconfinata nella
Provvidenza di Dio – dopo tutto, è la Sua Chiesa!
E preghiamo la Madre di Dio che mantenga in ciascuno di noi l’amore per
quella Verità che sola può salvare le nostre anime, e
senza la quale non si può ripristinare l’Autorità
Cattolica.
Kyrie eleison.