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CARDINAL SMILES. (EC 153)

Un cardinale che sorride quanto la FSSPX lo
chiama eretico, dimostra come gli ufficiali romani siano rinchiusi
nella loro cecità. Pazienza.

I sorrisi del Cardinale
Un recente sorriso del Cardinale Kasper conferma il mio
annoso convincimento che, nonostante il profondo liberalismo dei papi
conciliari, fin da Giovanni XXIII, non è possibile dubitare che
siano stati dei veri  papi.
Molti cattolici seri e credenti ne dubitano perché non vedono
come dei veri Vicari di Cristo possano allontanarsi così tanto
dalla Fede cattolica e dalla Chiesa di Cristo, come hanno fatto questi
papi.
Significa che vi è un problema, grave oltre misura.
Questi “sedevacantisti”, come vengono solitamente chiamati, affermano
che se qualcuno marcia come un eretico, parla come un eretico e, come
dicono gli Americani, schiamazza come un eretico, È per forza un
eretico. E un eretico si esclude dalla Chiesa, quindi questi papi si
sarebbero esclusi dalla Chiesa, ed allora non è possibile che ne
siano stati i Capi – come può uno che non è neanche
membro, essere un capo?
La vera risposta, credo, è che l’eresia che automaticamente
allontana dall’unica e sola Arca della Salvezza, è cosa tanto
grave che, per commetterla, si deve sapere e volere completamente
quello che si fa. Ci si deve rendere conto che si nega la Verità
cattolica che è stata definita dalla Chiesa di Dio con
l’autorità stessa di Dio; in altre parole ci si deve rendere
conto che si sfida Dio. Senza questa consapevolezza, che la Chiesa
chiama “pertinacia”, si possono negare verità divine, ma ancora
non si sfida Dio, né ci si esclude dalla Chiesa.
Ora, i “sedevacantisti” trovano ridicola l’idea che i papi,
profondamente educati nell’insegnamento della Chiesa, non sappiano
ciò che fanno quando affermano enormità come quella di
Benedetto XVI sulla persistente validità della Vecchia Alleanza.
Ai vecchi tempi, quando nella Chiesa le cose andavano bene,
perché un eretico si rendesse conto pienamente di ciò che
faceva, l’Inquisizione papale (il Sant’Uffizio) lo convocava, lo poneva
autoritativamente
di fronte al suo errore e l’induceva a rinunciarci. Se rifiutava, a quel punto la sua
pertinacia era chiara
a tutti, e il lupo veniva allontanato dal gregge.
Ma un tale confronto richiede autorità, sia per convocare
l’eretico, sia per dichiararne l’errore.
Ma che succede se, a partire dal Vaticano II, è la suprema autorità della
Chiesa a non riconoscere più la Verità cattolica ?
Tornando al Cardinale Kasper. In una conferenza stampa tenuta il 4
maggio scorso a Parigi (cfr Commenti Eleison 148), egli
avrebbe detto che la Fraternità S. Pio X  – ed è
vero – si oppone fermamente al dialogo fra la Chiesa Cattolica e le
altre chiese cristiane, dialogo del quale egli è responsabile.
«Mi hanno attaccato come un eretico», ha detto con un
sorriso.
E si capisce perché sorride.
Con quale autorità, per favore, una qualsiasi  FSSPX si
permette di condannare il dialogo ecumenico che è il principio e
la pratica della Chiesa Universale a partire dal Vaticano II, che
è predicato ovunque da Benedetto XVI, e di cui il cardinale
è il primo agente del Papa?
Sicuramente solo la carità cristiana verso questi poveri
“Tradizionalisti” ha impedito al buon cardinale di scoppiare a ridere!
Umanamente parlando la Chiesa è
finita.
Ma non divinamente.
Kyrie eleison.