Al centro di questi errori c’è
l’allontanamento da Dio e la detronizzazione della mente. I sentimenti
prendono il sopravvento.
“Teologo” conciliare – II
Quando su “Commenti Eleison” di una settimana fa si
è parlato
di sei errori di uno dei principali “teologi” del Concilio Vaticano II,
Fr. Marie-Dominique Chenu, si è precisato che l’ordine con il
quale sono
presentati non è quello originale con cui li ha presentati il
quindicinale “Si Si No No”,
suggerendo che vi fosse tutta una storia al riguardo.
La storia è la disastrosa detronizzazione della mente operata
nei tempi moderni.
In Si Si No No, il
sentimentalismo era al primo posto tra questi errori. Poi veniva il
soggettivismo, lo storicismo, la svolta verso l’uomo
(antropocentrismo), l’evoluzionismo e l’immoralismo.
Partire col sentimentalismo significa partire con l’uomo così
come lo si trova oggi, cioè nel suo sguazzare nei suoi
sentimenti.
Due esempi tra le centinaia, o migliaia: in religione, “Dio è
troppo buono per poter condannare all’Inferno una sola anima”; in
politica, “Non è patriottico chiedersi chi ci sia stato dietro
l’11 settembre.”
In quel numero di “Commenti Eleison” scelsi invece di ordinare gli
errori in termini non di immediatezza, ma di profondità.
In tal modo l’antropocentrismo, inteso come volgere le spalle a Dio,
è il primo, perché il volgere le spalle a Dio è la
radice di tutti i peccati e di tutti gli errori. Dopo vengono i tre
errori che attaccano la mente, il soggettivismo, lo storicismo e la
loro conseguenza, l’evoluzionismo.
Se questi errori precedono anche loro il sentimentalismo, è
perché – e qui sta il punto interessante – l’usurpatore
può prendere il posto del re legittimo solo dopo averlo
detronizzato.
Solo dopo che la mente è “spenta”, i sentimenti possono prendere
il sopravvento.
All’ultimo posto, in entrambe gli elenchi, vi è l’immoralismo, o
la negazione del bene e del male, poiché ogni disordine
nell’anima e nella mente sfocia nel disordine delle azioni.
Per cogliere il senso del primato naturale della mente sui sentimenti,
un primato che per molti degli spiriti moderni non è per niente
ovvio, vediamo di ricorrere ad un confronto con un veliero.
Se il capitano deliberatamente molla il timone, lascia la sua nave in
balia del vento e delle onde fino al possibile naufragio, tuttavia
quando egli sceglie di riprendere il timone in mano, è nella
natura del timone porlo in condizione di governare la nave e, facendo
buon uso del vento e delle onde, di giungere in porto.
Allo stesso modo, se un essere umano “spegne” deliberatamente la sua
ragione, permette che la sua anima cada in balia dei sentimenti e delle
passioni, andando alla deriva verso l’Inferno eterno, e tuttavia, dal
momento in cui egli decide di riattivarla, è nella natura della
sua mente guidarlo al Cielo, per quanto precario in un primo momento
possa essere il comando della sua ragione sulle sue passioni e i suoi
sentimenti.
Allora, come può fare un uomo a rimettere la sua mente sul suo
trono?
Tornando a volgersi a Dio, perché è stato il suo
allontanamento da Dio a provocare la detronizzazione della sua mente:
non appena ha voltato le spalle a Dio ha dovuto subito cominciare a
smantellare la sua ragione.
E come fa un uomo a volgersi di nuovo più facilmente a Dio?
Iniziando con un’“Ave Maria” al giorno, passando poi a recitarne
alcune, quindi ad un’intera decade del Rosario, e finalmente a
cinque decadi.
Se lo farà, comincerà a pensare di nuovo.
Madre di Dio, salva le nostre menti!
Kyrie eleison.