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SENSIBLE ECONOMICS. (EC 132)

Gli economisti moderni sono pazzi. I
relativamente sani della Scuola Austriaca vengono al buon senso: non
spendere più di quanto si guadagna.

Il buon senso in economia
Quando troppi personaggi potenti hanno tutto l’interesse che gli
“economisti” siano confusi e confondano, è un sollievo
incontrare (su jsmineset.com) il buon senso dei “Sette Comandamenti”
dell’Austrian School of Economics
(Scuola Austriaca dell’Economia). I primi due, come si vedrà
dall’elenco seguente, sono elementari. Gli altri cinque condannano i
cinque modi con cui oggi molti governi, indubbiamente su pressioni
politiche, stanno cercando di sfuggire a quanto fissato dai primi due.
Ecco questi comandamenti, ciascuno con un commento:
1) “Devi guadagnare”. Con il continuo bisogno degli uomini di spendere
per il cibo, il vestiario e l’alloggio, ogni persona, famiglia e Stato
deve in qualche modo guadagnare. Questo possono farlo solo producendo o
fornendo agli altri membri della società (o agli altri Stati)
dei beni o dei servizi che questi sono disposti comprare.
2) “Non devi spendere più di quanto guadagni”. Nessuno: persona,
famiglia o Stato, può andare avanti indefinitamente spendendo
più di quanto guadagna. Diversamente si accumuleranno debiti
fino al punto che i creditori si rifiuteranno di fare più
credito. A quel punto o si restituisce il debito, che è cosa
dolorosa, o non lo si onora, che può essere cosa disastrosa.
3) “Nessuno Stato può imporre troppe regole”. Uno Stato deve
imporre regole per il bene comune, ma se l’attività produttiva
dei cittadini viene limitata con troppe regole, tale attività
verrà impedita piuttosto che promossa, determinando un danno al
bene comune.
4) “Nessuno Stato può imporre troppo tasse”. Anche l’eccessiva
tassazione dello Stato sull’attività produttiva la ostacola, e
anche la paralizza, così che un eccesso di tassazione sfocia in
una diminuzione delle entrate fiscali dello Stato.
5) “Nessuno Stato può aumentare le spese per uscire da una
recessione”.  Nel corso di una recessione, dove la maggior parte
dei cittadini di uno Stato contemporaneamente guadagna e spende meno,
nessun governo può rafforzare il guadagno e la spesa
semplicemente spendendo di più esso stesso, perché per
ottenere il denaro da spendere extra deve o ricorrere al prestito (vedi
il punto 2) o ricorrere alle tasse (vedi punto 4) o stampare moneta dal
nulla (vedi punto 6). Alternative che hanno tutte e tre dei limiti
ristretti.
6) “Nessuno Stato può uscire dalla recessione stampando moneta”.
Né un governo può superare la recessione fabbricando
sempre più banconote o premendo i tasti di un computer,
perché, a meno che non vi sia un aumento della produzione di
beni corrispondente alla crescita dell’offerta di moneta, il troppo
denaro contante a fronte della poca quantità di beni porterebbe
all’aumento dei prezzi fino all’iper-inflazione, che potrebbe infine
distruggere la stessa moneta.
7) “Nessuno Stato può uscire dalla recessione con un’occupazione
sua propria”. Né un governo può rimediare alla
disoccupazione assumendo semplicemente dei disoccupati, creando
così dei funzionari improduttivi (vedi il punto 1) o pagando
sempre più indennità di disoccupazione (vedi il punto 5).
Tuttavia, se i popoli “democratici” adorano Mammona tanto da continuare
a votare per i politici che servono Mammona, chi potranno biasimare, se
non loro stessi, se i loro governi sono in mano di questi uomini
schiavi dei soldi?
E se il risultato consisterà poi nella miseria per questi stessi
popoli, non si sarà trattato della punizione di Dio per il loro
peccato?
Gli hanno forse lasciato altre vie per far loro comprendere che non
hanno ricevuto la vita da Lui solo per la produzione, l’economia, il
denaro o perfino l’Austrian School?
O per far loro comprendere che queste cose sono necessarie al loro
proprio livello, ma che al di sopra e al di là di esse vi
è un Paradiso eterno e un eterno Inferno?
Kyrie eleison.