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Doppia virtualità

Quando quell’aereo di linea francese
precipitò nell’Oceano Atlantico, 228 anime furono strappate dal
loro conforto e dalla loro sicurezza virtuali.

Doppia virtualità

La maggior parte di voi, se non tutti, sa che nelle prime ore del
1° giugno un aereo di linea dell’Air France con 228 anime a bordo
è precipitato lungo la sua rotta da Rio de Janeiro a Parigi, e
si è schiantato nell’Oceano Atlantico. Un evento straordinario?
O piuttosto la cosa straordinaria è che non tutti questi mostri
da 100, 150 tonnellate cadano dal cielo? Praticamente, la tecnologia
dell’uomo non ha dominato la realtà?
La tecnologia di questi Leviatani aerei è davvero qualcosa degna
di ammirazione. Ogni giorno ormai migliaia di loro, in tutto il mondo,
sfidano la gravità per salire a sei miglia d’altezza e per far
volare centinaia di passeggeri alla volta oltre le catene montuose,
attraverso vasti oceani, da un continente all’altro, soprattutto in
completa sicurezza. Gli incidenti fanno sempre notizia nei media, ma
sono così rari rispetto al numero totale dei voli che i
passeggeri possono avere paura, ma non pensano mai che precipiteranno.
Così, con fiducia entrano nelle pance dei mostri, all’aeroporto
di partenza, passano dalla terra e dai suoi reali fusi orarii nel mondo
virtuale dei suoni ovattati, dei pasti nella plastica e –
virtualità nella virtualità – dell’“intrattenimento in
volo”, che significa sempre di più la scelta personale dei film
da guardare al proprio posto. Avvolti in questo accogliente bozzolo di
avvolgente tecnologia, di norma si percepisce il brivido occasionale
dell’apparecchio o il cambiamento dell’intonazione dei suoi motori, che
ricordano che fuori, appena a pochi metri di distanza, c’è una
realtà potenzialmente mortale, non sempre perfettamente domata…
… Come saranno stati quegli ultimi momenti all’interno dell’abitacolo
dell’Air France 447? Orribile da immaginare! Undici giorni dopo, la
causa esatta dell’incidente non è ancora nota. Si saranno
bloccati i sensori della velocità, confondendo i computer di
bordo, così da provocare errate variazioni di velocità,
altamente pericolose per il volo in turbolenza? Fortunatamente per i
passeggeri e l’equipaggio, la rottura dell’aereo in quota e la
conseguente depressurizzazione, avrà provocato la perdita di
coscienza per i diversi minuti di caduta nel buio fino alla morte certa
dell’impatto con l’acqua, che in circostanze così si comporta
come il cemento!
O furono sfortunati? Delle 228 anime sull’AF 447, quanti avranno
sentito il bisogno di fare un perfetto atto di contrizione prima di
perdere coscienza? Di questi, quanti, non sopraffatti dal panico e
dalla paura, avranno avuto la fede necessaria e la presenza di spirito
per farlo? In breve, quanti erano pronti a salvare le loro anime? Per
quanto riguarda il momento della morte, Nostro Signore dice a tutti
noi: “Vigilate dunque, poiché
non sapete quando il padrone di casa ritornerà, … perché
non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati” (Mc. XIII, 35-36) . E per quanto
riguarda gli incidenti apparentemente casuali Egli dice: “se non vi convertite, perirete tutti allo
stesso modo” (Lc. XIII,
5). Oggi la penitenza necessaria è vivere la nostra Fede. Ancora
troppo? Qualcosa di meno dall’essere ossessionati dall’AF 447.
Kyrie eleison.