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DIFFICULT DISCUSSIONS (EC 93)

Mons. Tissier ci parla del modo in cui si
stanno preparando i colloqui Roma-FSSPX. Essi dovranno svolgersi
nell’ambito di un’inconciliabile differenza dottrinale

Colloqui difficili
Da Mons. Tissier
de Mallerais, che ha parlato a Parigi, abbiamo ascoltato che sono stati
fissati i termini per i colloqui dottrinali che si svolgeranno tra la
Fraternità San Pio X e le autorità della Chiesa a Roma. I
colloqui si svolgeranno per iscritto, che è cosa saggia,
così ci sarà meno spazio per la passione e più
tempo per un’attenta riflessione. Inoltre essi non saranno resi
pubblici, una clausola che nella migliore delle ipotesi elimina le
“acclamazioni” da entrambe le parti, come se si fosse a teatro, non ci
sarà infatti alcun pubblico presente.
Da Roma si sente dire che la spinta verso un’intesa fra Roma e la
FSSPX, prodottasi con la “remissione delle scomuniche” ai quattro
vescovi della FSSPX, voluta dal Papa a gennaio, è stata
seriamente rallentata dalla diffidenza generata dal clamore dei media
di gennaio-febbraio, cosa appositamente preordinata. Eppure, soggettivamente parlando,
vi è certamente ancora della buona volontà da parte del
Papa verso la FSSPX, e non c’è mancanza di buona volontà
da parte della FSSPX verso la persona del Santo Padre.
Il problema di queste discussioni è che, oggettivamente parlando,
come da entrambe le parti si ha una certa riluttanza ad ammettere,
siamo in presenza di uno scontro inconciliabile tra la religione di Dio
e la religione dell’uomo. Il Vaticano II ha mischiato insieme le due
cose, così che per metà vi si trova troppa religione
dell’uomo. Ma ecco che Benedetto XVI vuole combinare il Vaticano II con
la Tradizione cattolica, che è come dire che vi è ancora
troppa religione dell’uomo per un quarto. Supponiamo ora che la
Fraternità San Pio X e Benedetto XVI si trovino d’accordo a
venirsi incontro a metà strada. Questo sarebbe ancora come
mescolare un ottavo della religione dell’uomo con i sette ottavi della
religione di Dio, che per gli scopi di Dio Onnipotente si tratterebbe
ancora di un ottavo di troppo.
Infatti, come ci vuole una sproporzionatamente piccola quantità
di acqua mescolata con un pieno di benzina (o gasolio) per arrestare il
motore di un’automobile, così basta una piccola aggiunta di
idolatria per fermare a morte la vera religione di Dio. Il Signore
Iddio stesso ci dice che Egli è un Dio geloso (Esodo XX, 5, ecc.), e non tollera
alcun falso dio accanto a lui.
A qualcuno nella FSSPX che potrebbe essere tentato di condividere il
culto divino con i neo-modernisti, come a qualsiasi neo-modernista che
potrebbe voler condividere il culto divino con i cattolici, il profeta
Elia dell’Antico Testamento direbbe, come ha detto agli Israeliti in
esilio, “Fino a quando zoppicherete
con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo
è Baal, seguite lui!” (I
Re, XVIII, 21), e la Scrittura prosegue dicendo: “Il popolo non
gli rispose nulla”.
Soggettivamente, gli Israeliti volevano avere entrambe le cose.
Oggettivamente, questo era impossibile. Lo stesso vale per noi.
Kyrie Eleison.