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INTELLIGENT PAGANISM (EC 73)

Un antico poeta romano, non cristiano,
esprime molte verità sulla natura umana. La Grazia è
amica, non nemica, di questa natura.

Paganesimo intelligente
Del famoso scrittore satirico romano Giovenale (67-130
dC?), ci sono due citazioni particolarmente note: “panem et circenses” – “pane e
spettacoli”, e “mens sana in corpore
sano” – “mente sana in corpo sano”. Il contesto di questa
seconda citazione è veramente interessante. Ecco l’intero passo
della decima Satira, in una libera traduzione:
“Che gli uomini pregherebbero per
niente? Prendete il mio consiglio,
E lasciate che gli dèi
stessi giudichino ciò che è meglio
Per noi e per i nostri
interessi, poiché da loro ci viene
Non quel che ci piace, ma
ciò che più ci conviene.
L’uomo è più caro
a loro che a sé stesso;
Dal vano desiderio e dalla
cieca bramosia mosso,
Agogna a quel tipo di figlio, a
quel tipo di moglie,
Mentre solo gli dei sanno dei
giusti figlio e moglie.
“Ma se dovete chiedere qualcosa ai
numi
Offrendo carni di
cánditi suini,
Pregate gli dei che vi diano
Mente sana in un corpo sano.
Pregate che la morte trovi al
momento dato
Il vostro spirito imperturbato,
Non col desiderio di avere
Più di quanto Madre
Natura voglia dare,
Uno spirito pronto a sopportare
ogni tipo di dolore,
Ignorando la rabbia e ogni
voglia di avere,
Preferendo il gravoso e nobile
lavoro
Ai piaceri offerti dal centro
di ristoro.
Questo avete il potere fare,
La vostra virtù è
il solo mezzo per felici campare.
A chi ha buon senso non
verrà meno la lena –
“Così ci pone in Cielo
un dio della fortuna”.
Ciò che qui è notevole, è come il pagano Giovenale
dica tante di quelle cose che hanno detto gli scrittori cristiani. Per
esempio, come noi uomini siano amati dall’alto più di quanto noi
amiamo noi stessi, come le potenze dell’alto sappiano meglio di noi
ciò che ci serve e ci danno solo ciò che ci è
veramente necessario. Inoltre, come la virtù sia l’unica strada
per la felicità, e come dipenda da noi stessi vivere con
saggezza e non con la testa tra le nuvole o in qualcos’altro.
Dalla saggezza della satira romana, ci sono almeno due lezioni da
trarre. In primo luogo, la grazia è in linea con la natura che
Dio ci ha dato, e non viene meno nel mantenere in linea la natura. Nel
vedere come lo scrittore pagano, senza la grazia, riesca a cogliere
dalla sola natura così tante verità spirituali, si
dimostra che la natura e la grazia sono allineate, anche se la grazia
è infinitamente al di sopra della natura, e la natura non ha
alcuna pretesa su di essa. Troppi cattolici vedono la grazia della
nostra religione come una sorta di poliziotto con un manganello che
controlla la nostra tenuta. Allo stesso modo la legge (la buona legge)
è un’amica e non una nemica della natura!
Una seconda lezione potrebbe essere che i pagani pre-cristiani, come
Giovenale, erano più aderenti alla realtà dei pagani
post-cristiani del nostro tempo. Gli apostati di oggi stanno
cancellando in loro sia la grazia sia la natura, così che non
potranno mai esprimersi col buon senso espresso qui da Giovenale.
Kyrie Eleison.