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COLONIAL CHARM (EC 60)

Quando Goa in India era una colonia
portoghese,
venne chiamata la “Roma d’Oriente”.
Ora l’induismo sta riprendendo il sopravvento.

Fascino coloniale
Una breve visita a Goa, ex colonia portoghese a
metà strada lungo la costa occidentale del sub-continente
indiano e ora Stato membro a pieno titolo della Repubblica dell’India,
ha fatto rivivere in me una grande nostalgia, un grande contrasto e
sempre la stessa grande conclusione: il Signore Iddio non è un
piccolo cagnolino che può essere messo al guinzaglio!
I 3700 chilometri quadrati di Goa furono conquistati dai Portoghesi in
due fasi, nel 1510 e nel 1546, come un collegamento essenziale di una
catena di stazioni di approvvigionamento per le loro navi che
viaggiavano tra l’Europa e l’Estremo Oriente per il commercio delle
spezie, che quindi apportava immense ricchezze. La conquista appare
ancora nell’anello di fortezze ben progettate e ben costruite che
circondano la Città Vecchia di Goa, in gran parte visibile oggi.
La ricchezza appare ancora in alcune chiese sontuose della Città
Vecchia, risalente ai primi anni della colonizzazione, quando il
commercio delle spezie e la fede cattolica dei Portoghesi erano al loro
apice. Goa era la base operativa in Estremo Oriente per San Francesco
Saverio, il cui corpo riposa in una delle grandi chiese. Goa è
dove voleva essere sepolto. Egli veglia ancora su di essa.
Dal XVIII secolo Goa perse la sua importanza per il commercio, ma il
Portoghese è rimasto, perché i Portoghesi avevano messo
radici profonde e avevano creato quello che alcuni hanno chiamato la
“Roma d’Oriente”. Essi avevano convertito con successo la popolazione
locale. A un certo punto distrussero tutti i templi indù. Il
risultato fu un enclave cattolico al calore dei tropici, felice e
pacifico, con un ordine amministrativo tipico delle colonie prima della
de-colonizzazione, e con un fascino speciale di cui restano tracce fino
ad oggi. Da qui la nostalgia.
Ma il tempo passa. Dalla metà del XX secolo, l’adorazione della
“libertà” e la marcia in avanti dell’“indipendenza” sono state
la cifra della morte delle colonie e degli imperi europei. Almeno negli
imperi portoghese, spagnolo e francese, la conquista delle anime per il
Cielo era stata una motivazione di guida, com’è evidente a Goa,
ma oggi essa è decaduta nella “Roma d’Occidente”, secondo la
messa in pratica del rivoluzionario concilio Vaticano II. Dove Dio
Padre è stato spogliato della Sua Paternità, qualsiasi
tipo di paternità o di paternalismo è stato posto
conseguentemente fuorilegge, compreso tutto il paternalismo delle
colonie e degli imperi. “Colonialismo” e “imperialismo” dovevano essere
sostituiti da un turismo trasandato e dal socialismo disordinato. La
religione, o l’irreligione, delle regole.
Così nel 1961 l’esercito, l’aviazione e la marina della nuova
Repubblica indiana hanno fatto proprio l’enclave di Goa.
L’induizzazione sta procedendo a ritmo sostenuto, Goa è stato
spostata nel mondo moderno, e i templi indù sono in costruzione
dappertutto, con l’incoraggiamento dei preti cattolici. Ma è
colpa dei figli o dei padri?  Non è stata costruita
recentemente una moschea proprio accanto a San Pietro a Roma?
Kyrie eleison.