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TAILS MORAL (EC 50)

Gli enormi aerei di oggi testimoniano la
potenza dell’olio combustibile e della tecnologia industriale, ma per
quanto ancora devono durare?

Morale a posteriori
In un recente volo transatlantico ho visto visualizzato
sugli schermi televisivi della cabina principale dell’aeroplano, una
cosa che non avevo mai visto: la visione in continua evoluzione della
parte anteriore del velivolo, vista da una telecamera esterna montata
sul retro, senza dubbio in cima alla coda. Interessante prospettiva…
Naturalmente la telecamera può sempre mostrare, solo nella
stessa posizione, l’anteriore della fusoliera e l’attacco delle ali,
non potrebbe mostrare i timoni di profondità che muovendosi
sulle ali, spingono il mostruoso uccello in alto fino alla sua quota di
crociera. Nondimeno, non appena la macchina si pone sulla sua rotta in
mezzo alle nuvole, come appaiono sgraziati i suoi movimenti, se
paragonati ad esempio a quelli di un gabbiano che si libra nel vento e
scende in picchiata sulle onde con l’intero corpo che flette in ogni
momento con una gran varietà di modi tutti istintivi!
Tuttavia, al tempo stesso non si può non ammirare l’enorme
potenza dispiegata dal mostruoso uccello che spinge così tanto
peso in alto tra le nuvole, contrastando la forza di gravità.
Almeno per ora, solo il carburante ha un sufficiente rapporto
peso-energia in grado di rendere possibile il volo. Ma gli aeroporti in
continua espansione in tutto il mondo, veri palazzi di vetro, acciaio e
cemento, dicono del numero sempre crescente di voli, e tale incremento
può solo suggerire la limitata disponibilità di
combustibile fossile che viene bruciato sempre più velocemente.
“Oggi c’è, domani è finito”, e questi palazzi, non sono
condannati?
In questi ultimi strambi 150 anni, il modo di vita industriale, dove
col welfare un accattone di oggi può vivere comodamente come un
re di ieri, si è reso sempre più dipendente dal petrolio
e si è diffuso in tutto il mondo. L’india e la Cina
rappresentano due gigantesche popolazioni che oggi reclamano la loro
parte in questo “progresso”. Ma tutto ha il suo prezzo, anche il
“progresso”.
Più il petrolio aiuta il benessere materiale, evitando a molti
la necessità dello sforzo fisico, più il logorio si
trasferisce dai muscoli ai nervi, e quindi tende a svanire quel senso
della realtà che comportava la disciplina di lavorare col sudore
della fronte per procurarsi il cibo, il riscaldamento e
l’abbigliamento. Più logorio, meno disciplina, più
irrealtà – il disastro può piombarci addosso molto prima
che il petrolio finisca.
Kyrie eleison.