Nonostante le riserve di molti cattolici
sul contenuto e la motivazione del Motu Proprio, si può ancora
credere che farà del bene
Motu Proprio – III
Un certo numero di anime che tengono alla Tradizione cattolica, non
sono soddisfatte dal Motu Proprio
di Papa Benedetto XVI di quattro settimane fa, nonostante il suo essere
apparentemente benevolo, con le parole e con i fatti, nei confronti
dell’antica e vera Messa della Chiesa cattolica.
Riguardo alle parole, costoro dicono che il Motu Proprio e la lettera ai
vescovi che l’accompagna, sono pieni di contraddizioni che ne
vanificano la benevolenza. Riguardo ai fatti, dicono che la supposta
liberalizzazione della Messa tridentina è ancora così
vincolata da restrizioni che non è affatto una liberalizzazione.
In breve, il Motu Proprio
sarebbe un’altra manovra modernista per ingannare in particolare la
FSSPX e per abbattere la sua persistente resistenza all’inventata
religione conciliare.
Per quanto mi riguarda, concedo subito che i due documenti sono pieni
di contraddizioni e di restrizioni e, per quanto riguarda Roma,
probabilmente sono stati concepiti – anche sinceramente! – per
contribuire ad indurre la FSSPX e i suoi compagni di viaggio “a tornare
all’ovile”. Detto questo, oggettivamente resta il fatto che il Papa ha
dichiarato che la Messa antica non è mai stata abrogata, cosa
questa che è una formidabile ammissione da parte di Roma.
Inoltre, oggettivamente, dei singoli sacerdoti in tutto il mondo
possono oggi usare il vecchio Messale e celebrare la vera Messa, almeno
in privato, senza timore di essere “disobbedienti”, il che apre la
strada al fluire della vera grazia privata, con quanto di incalcolabile
questo può comportare.
Riguardo al timore che il Motu Proprio sia una trappola, ecco un
paragone. La FSSPX (e compagni) occupa una fortezza inespugnabile in
cima ad una montagna (l’immutabile dottrina cattolica e la liturgia).
Sotto, nella pianura intorno alla fortezza, ci si accorge che
improvvisamente il nemico modernista fa un gesto come a non voler
distruggere la fortezza, dopo tutto. Non si dovrebbe gioire all’interno
della fortezza?
Io dico: certamente! A due condizioni! Primo, la porta della fortezza
non dovrebbe essere ancora assolutamente aperta (eccetto che ai reali
“disertori” dal modernismo). Secondo, nessuno all’interno della
fortezza dovrebbe gioire o comportarsi come se la guerra fosse finita.
A meno dell’intervento di Dio, vi è ancora molta strada da fare.
Ma su queste due condizioni…
Kyrie eleison.