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MOTU PROPRIO II (EC 2)

Infatti, vi si afferma che la Messa
Tridentina non fu mai abrogata
e permette ai sacerdoti di rito latino di usarla, quando e dove vogliono

Motu Proprio – II
Dopo tante false notizie su un’imminente pubblicazione del Motu Proprio di Benedetto XVI sul
rito preconciliare della Messa, finalmente questo è stato
emanato il 7 luglio, col titolo Summorum
Pontificum.
Tra i cattolici che tengono alla Tradizione cattolica, nell’ultima
settimana esso ha incontrato un’accoglienza mista. Da un lato tutta la
Fraternità San Pio X, per esempio, ha cantato un Te Deum in segno di gratitudine per
tutto ciò che nel documento favorisce e in qualche misura
determina la libertà del vecchio rito della Messa. Dall’altro, i
cattolici che non nutrono alcuna fiducia in tutto ciò che viene
dalla Roma conciliare, alcuni fino al punto di non credere che
Benedetto XVI sia anche Papa, hanno qualche difficoltà nello
scoprire nel Motu Proprio le
numerose contraddizioni che riflettono il vano tentativo di Papa
Benedetto XVI di conciliare il cattolicesimo con l’intrinsecamente
anti-cattolico mondo moderno.
Ora le contraddizioni ci sono di sicuro, perché mentre il Papa
mantiene nel suo cuore la vecchia liturgia della sua infanzia bavarese
ante-guerra, con la sua mente conciliare egli crede nella conciliazione
degli inconciliabili, come il cattolicesimo e il mondo rivoluzionario
che ci circonda. Tuttavia, come dice il proverbio, Roma non è
stata costruita in un giorno, e la Roma cattolica non sarà
ricostruita in un giorno. Infatti, ci si può chiedere: per
lavare il modernismo dalle stalle di Augia di questa Roma, non è
necessario nulla di meno che una piena dell’ira di Dio?
Tuttavia, “Il viaggio di mille miglia inizia con il primo passo”.
Tenuto conto della terribile persecuzione ufficiale del vero rito della
Messa, a partire dal 1969, quando il Novus Ordo fu introdotto,
sicuramente almeno due cose nel Motu
Proprio valevano un Te Deum.
In primo luogo, l’ufficiale, papale, pubblico riconoscimento che la
Messa antica non era mai stata veramente soppressa. Noi l’abbiamo
sempre saputo, ma oggi questo lo conosce ogni cattolico nella Chiesa
universale. Che cambiamento di percezione deve comportare ciò! E
in secondo luogo, una certa definitiva libertà per i sacerdoti
di rito latino di celebrare la Messa antica, almeno in privato, e in
misura maggiore rispetto a prima anche in pubblico.
Preghiamo più che mai per il Papa, se non di più,
perché il suo cuore bavarese continui a spingere la sua testa
conciliare verso una direzione cattolica!
Kyrie eleison.